Se l’acqua che copre la gran parte della superficie terrestre è davvero piovuta dallo spazio, come ipotizzano le teorie più accreditate sull’origine del Sistema solare, probabilmente il merito non è delle comete. È la prima, sorprendente scoperta fatta dalla missione Rosetta, che un mese fa per la prima volta nella storia dell’esplorazione spaziale ha permesso a una piccola sonda, Philae, di sbarcare sulla superficie di una cometa, 67/P Churyumov-Gerasimenko.

In base alle prime analisi effettuate sui vapori della cometa dalla sonda madre – che da quest’estate vi orbita intorno – l’acqua di questo fossile cosmico dalla bizzarra forma a scamorza sembra avere una composizione chimica diversa da quella della Terra. Le firme delle due molecole non corrispondono. “L’acqua della cometa ha circa tre volte più deuterio (una variante dell’idrogeno, ndr) rispetto a quella della Terra”, sottolinea Kathrin Altwegg dell’Università di Berna, tra gli autori dello studio. “Sapevamo che le analisi di Rosetta avrebbero portato grandi sorprese sulla comprensione del nostro sistema planetario – aggiunge Matt Taylor, responsabile scientifico della missione -. Queste nuove osservazioni gettano, infatti, benzina sul fuoco nel dibattito sull’origine dell’acqua della Terra”.

La questione della provenienza dell’acqua degli oceani è ancora molto dibattuta tra astronomi e planetologi. Già nel 1986 le analisi effettuate dalla sonda Giotto, dell’Agenzia spaziale europea (Esa), sulla celebre cometa di Halley avevano mostrato risultati simili a quelli odierni, ma senza consentire di scartare del tutto l’ipotesi. Adesso i dati di Rosetta, pubblicati su Science e ottenuti grazie a uno degli strumenti di bordo, “Rosina” (Rosetta orbiter spectrometer for ion and neutral analysis), che ha annusato i vapori emessi dalla cometa, sembrano rivoluzionare le attuali teorie sull’origine cometaria degli oceani, costringendo gli studiosi a puntare il dito su un altro indiziato. Ad aver inseminato la Terra con la preziosa molecola alla base della vita sarebbe stata una pioggia di meteoriti, molto intensa agli albori del Sistema solare, circa quattro miliardi e mezzo di anni fa. “Le nuove misurazioni – scrivono gli autori su Science – avvalorano il modello che non invoca un’origine cometaria dell’acqua degli oceani, e per estensione di quella dell’atmosfera terrestre, ma da asteroidi simili alle cosiddette condriti carbonacee”.
L’abstract dello studio su Science