Esplode la protesta a New York e una nuova Ferguson sembra essere alle porte. Centinaia di persone e anche alcuni arresti durante le manifestazioni per tutta la Grande Mela contro la decisione del gran giurì di non incriminare Daniel Pantaleo, il poliziotto del Nypd che il 17 luglio scorso aggredì, dopo una discussione, un venditore di sigarette di contrabbando afroamericano di Staten Island, Eric Garner, strangolandolo. Una scelta, quella della corte, in linea con il provvedimento adottato per Darren Wilson, l’agente che il 9 agosto sparò e uccise Michael Brown, un 18enne nero disarmato.

Da Times Square a Staten Island, fino alla 5th Avenue e Midtown, in vari punti della città si sono radunate centinaia di persone con striscioni con scritto “le vite dei neri contano” e “vogliamo giustizia” e chiedendo un “processo pubblico”. Il coro che si leva più di frequente è “non riesco a respirare”, le parole pronunciate da Garner nel video che mostra l’aggressione di Pantaleo che, con una presa “Chokehold” vietata dalla polizia americana, ha afferrato il 43enne per il collo e lo ha strangolato. Intanto, al Grand Central altre decine di manifestanti hanno dato il via a un “die-in“, sdraiandosi a terra e fingendosi morti. Le proteste di New York rischiano di far saltare anche la celebre accensione dell’albero di Natale più famoso del mondo, al Rockefeller Center.

La seconda decisione di questo tipo da parte del gran giurì ha costretto anche il presidente degli Usa, Barack Obama, a commentare la vicenda: “In questo Paese ci sarà un problema fino a quando tutti non saranno trattati in maniera uguale davanti alla legge”, ha commentato dopo l’annuncio della corte. Fonti interne del Dipartimento di Giustizia fanno sapere che sarà avviata un’indagine sulla morte del venditore ambulante di sigarette per verificare l’eventuale violazione dei diritti civili nei comportamenti e nelle procedure seguite degli agenti di polizia . “Le autorità federali indagheranno sulla morte di Garner”, ha detto il funzionario dopo che l’Attorney General, Eric Holder, ha parlato del caso con il presidente Barack Obama.

Gli organizzatori delle proteste non hanno intenzione di fermarsi e annunciano manifestazioni in altre città americane. Intanto, per il 13 dicembre è stata programmata una marcia nazionale su Washington per manifestare per la difesa dei diritti civili e contro le violenze della polizia. Ad annunciarla è stato uno dei massimi leader della comunità afroamericana, Al Sharpton, che a New York si è unito alla famiglia di Eric Garner.