L’Astana, la squadra kazaka di Vincenzo Nibali, non ha ottenuto la licenza dell’Uci, Unione ciclistica internazionale, che attesta la correttezza delle formazioni del ciclismo mondiale. Il campione italiano, vincitore dell’ultimo Tour de France, non c’entra niente, visto che il provvedimento dell’Uci va ricollegato ai due casi di doping che hanno coinvolto la squadra della “maglia gialla“: i due fratelli kazaki Valentin e Maxim Iglinskiy sono stati trovati positivi all’Epo. Dopo il caso dei due corridori, che ha fatto salire a 5 il numero di episodi legati al doping che coinvolgono il team kazako, l’Uci aveva chiesto alla Commissione Licenze di  “sottoporre a completa revisione il management della squadra e le misure antidoping al suo interno”. Anche la composizione manageriale dell’Astana ha certamente influito sulla decisione dell’unione ciclistica: il general manager è Alexandre Vinokourov, risultato positivo ai test al Tour de France 2007, squalificato, finito sotto indagine anche della Procura della Repubblica di Padova per la combine con il russo Kolobnev alla Liegi-Bastogne-Liegi 2010 e per i suoi rapporti con Michele Ferrari, coinvolto nell’affare Armstrong.

Nonostante sia estraneo ai fatti, Nibali rischia però di ritrovarsi svincolato e senza contratto, prospettiva che scatenerebbe una “corsa” delle squadre di tutto il mondo per accaparrarsi il campione italiano. Il messinese, però, ha già dichiarato di voler rimanere nella sua squadra fino alla fine del contratto, in scadenza nel 2016. La decisione definitiva sulla sorte della squadra kazaka sarà presa, comunque, intorno all’8 dicembre. Intanto, il team ha già annunciato il ricorso al tribunale sportivo di Losanna se l’Uci decidesse di non concedere la licenza ed escluderla dalle competizioni internazionali.