Sensibilità Chimica Multipla (Mmc), invalidante malattia rara in crescita: chi segue il mio blog, sa di quale patologia stia parlando (e dei scenari politici, qui anticipati). Nella Regione Lazio del governatore Zingaretti si sta giocando una partita decisiva per i malati invisibili, costretti a nascondersi, fuggendo da onde elettromagnetiche e prodotti chimici di uso comune, isolati dal resto della società per autotutela.

Questo il punto: con la recente istituzione di una commissione d’inchiesta ad hoc (ancora ignaro l’esito lavori) in molti avvertono il rischio che si possa spostare l’ago della bilancia da una visione scientifica metabolica e genitico/epigenetica della malattia, sinora accettata anche dal mondo accademico (con cui lo scorso anno al Policlinico Umberto I di Roma è stato inaugurato lo Sportello Malattie Rare, unico in Italia e Europa!) verso un’origine nosologica spregiudicatamente psichiatrica, in contrasto con la recente letteratura medica che include la sindrome immuno-neuro-tossica della Mcs nel quadro della sensibilità del sistema nervoso centrale, visto l’importante interessamento neurologico nella malattia. Anche il solo sospetto di quest’inversione di campo, nel caso in cui il responso dovesse ribaltare il nesso causale, allerta non poco.

All’ortica andrebbero accreditati e rivoluzionari studi condotti da medici italiani, eccellenze da impulso persino nel recente riconoscimento nazionale della Mcs in Spagna. Non solo. Oltre nuove vedute interpretative diagnostico-terapeutiche e la rimozione del Responsabile del Centro laziale per Mcs (ruolo ancora vacante! Perchè?), dietro lo scontro potrebbero annidarsi sospetti di conflitti d’interessi, orchestrati sulla pelle dei malati.

L’imbarazzante denuncia arriva dalle associazioni no profit in difesa dei diritti dei pazienti: 7 sigle si sono unite scrivendo d’urgenza a Zingaretti, chiedendo chiarimenti istituzionali, intimando persino di querelare per danni all’immagine dei malati i fautori dell’ipotesi psichiatrica, evidentemente discriminatoria, qualora dovesse essere adottata. Insomma, si guarda avanti, per non cascare indietro. Ecco i punti lamentati: “Perché nella commissione – si legge nella nota – è stato chiamato un allergologo del Policlinico Gemelli? (NdA, nel 2010 proprio l’ospedale cattolico concorse con l’Umberto I al riconoscimento di Centro Regionale, perdendo la gara) Perché è stato chiamato un farmacologo, quando è noto che l’industria farmaceutica è contraria al riconoscimento della Mcs? E’ stato chiesto a questi medici di esplicitare eventuali conflitti di interesse con l’industria chimico-farmaceutica o delle telecomunicazioni? E, soprattutto, perché non sono stati chiamati medici ambientali a giudicare la Mcs?”

L’operazione restyling Mcs del Lazio non è nuova. Assomiglia ad un film già visto. Accadde esattamente così in Emilia Romagna nel 2005, dopo una petizione popolare di 20.000 firme. All’epoca la Regione inserì la patologia nel registro delle malattie rare, ma la Sensibilità Chimica Multipla (stress ossidativo da neurotossine, deficit enzimatico, danni al DNA con spiccata sensibilità per cellulari e Wi-Fi negli elettrosensibili e su profumi, plastiche e detersivi per i chimiosensibili) fu svilita su una genesi di tipo psichiatrico. Al netto di inutili cospirazioni complottistiche, perché suffragato fonti e precedenti tanto eloquenti quanto imbarazzanti, c’è persino chi parla di una strategia della lobby anti-Mcs attuata in diversi parti del mondo: la vicenda è stata meticolosamente ricostruita e svelata dalla giornalista Francesca Romana Orlando nel libro d’inchiesta Il Cerchio Perfetto” (Edizioni Andromeda), lettura indispensabile per capire retroscena, peso e posta in ballo, non solo in Italia. Scrive Orlando: si “cerca di sviare la ricerca dagli aspetti tossicologici puntando su quelli psichiatrici per cercare di evitare di risarcire i danni a tutto vantaggio del mercato degli psicofarmaci. La psichiatrizzazione della malattia si traduce in una forma di nuova tortura legalizzata per i malati e in un nuovo Tribunale dell’Inquisizione per i medici che se ne occupano”.

L’Associazione Malati da Intossicazione Chimica e/o Ambientale sta preparando un convegno internazionale a Gennaio: si terrà in una sala della Camera dei Deputati. Parteciperanno i principali esperti mondiali sulla Mcs. L’obiettivo è di superare le competenze ‘alternate’ delle Regioni (perché ad esempio se il Lazio la riconosce, la Lombardia no!) giungendo ad una legge nazionale, con l’attribuzione dei Livelli Essenziali di Assistenza per la Mcs e un percorso univoco di diagnosi e terapia per ogni azienda sanitaria locale (per inciso: anche in Sardegna è stato recentemente presentata una proposta di legge regionale). Nell’arco parlamentare dell’ultima legislatura, ben 10 proposte di legge sono di fatto ferme in Commissione Igiene e Salute del SenatoE intanto il numero degli ammalati, silenziosamente, aumenta…

Appuntamento: a Bolzano il Prof. Angelo Gino Levis, esperto di mutagenesi ambientale ed ex membro delle commissioni Tossicologica-Oncologica dell’Istituto Superiore di Sanità, mercoledì terrà l’incontro: “Inquinamento elettromagnetico e salute. Tema emergente e sempre più d’attualità: secondo Levis nel 2017 il 50% della popolazione potrebbe diventare elettrosensibile, visto l’aumento incontrollato di tecnologie wireless.