Le tredicesime del 2014 sono stabili rispetto al 2013, tranne per i pensionati, ma il 90% di queste “sarà mangiato” da tasse, bolli, bollette e mutui. Così la spesa per consumi calerà del 10 per cento. E’ quanto stima l’Adusbef in uno studio nel suo 23esimo rapporto dedicato al tema. “Fra tre settimane saranno pagate le tredicesime – spiega l’associazione dei consumatori -, che ammontano anche quest’anno a 34,20 miliardi di euro (come l’anno precedente, ma con un evidente calo per i pensionati compensate da un aumento dei lavoratori pubblici-privati), così ripartite: 9,2 miliardi ai pensionati (-6,1%) 9,4 miliardi ai lavoratori pubblici (+3,3%); 15,6 miliardi (+2%) ai dipendenti privati (agricoltura, industria e terziario)”.

“Tredicesima ancor più che falcidiata quindi sotto l’albero di Natale”, attacca quindi l’associazione presieduta da Elio Lannutti “per pagare gli aumenti infiniti iniziati a gennaio 2014 con le tariffe autostradali, benzina, bolli, tasse, Tasi, Imu seconda casa, accise ed un’altra serie infinita di ordinari balzelli che sfiancano le famiglie e mangiano i redditi non ristorati con gli 80 euro”. Nel rincorrersi dei pagamenti da effettuare entro il 31 dicembre, dei 34,20 miliardi di euro di tredicesime che verranno pagate quest’anno, soltanto il 9,4 per cento, ossia 3,2 miliardi di euro, meno di un decimo del monte tredicesime, resterà realmente nelle tasche di lavoratori e pensionati.

Nel consueto appuntamento che fa i conti nelle tasche degli italiani, Adusbef e Federconsumatori prevedono un Natale durissimo sul fronte dei consumi, destinati a calare del 10 per cento perché almeno 3 famiglie su quattro taglieranno le spese per l’incerta situazione economica. A “bruciare” un’ampia fetta delle tredicesime bollette, utenze, ratei e prestiti per un valore di 11,8 miliardi (ben il 34,5 % del totale). La Rc Auto, che “continua a salassare le tasche degli automobilisti con rincari ingiustificati” pari al 7% a fronte di una riduzione dei sinistri, mangerà 5,5 miliardi di euro, il 16,1% delle tredicesime, mentre 4,9 miliardi di euro, serviranno per pagare le rate dei mutui. Il salasso non è però ancora finito: 4,1 miliardi di euro (il 12%) se ne andranno per pagare le tasse di auto e moto, mentre 2 miliardi (5,8 %) spariranno per il canone Rai che sarà incrementato “nonostante un deterioramento della qualità del servizio pubblico”.