“Tu ci hai fatto togliere i soldi e te ne sei vantato. Ma pagherai, morirai”. E’ il contenuto della lettera che il senatore di Nuovo Centrodestra ed ex presidente del Senato Renato Schifani ha ricevuto insieme ad un proiettile. La notizia è stata pubblicata sull’edizione del Giornale di Sicilia. La busta di minacce è stata recapitata nel suo studio legale di piazza Virgilio, a Palermo, che divide con il figlio e altri due soci. La missiva è stata trovata lunedì 17 nella buca delle lettere, anche se è difficile risalire al giorno esatto della consegna visto che la portineria resta chiusa nel weekend.

Nella lettera si fa riferimento al fatto che di recente Schifani, in alcune interviste seguite all’archiviazione dell’indagine per mafia contro di lui, ha citato come merito della sua attività contro Cosa nostra le norme sul sequestro per equivalente dei patrimoni, mafiosi e non solo, acquisiti illecitamente e oggetto di compravendite con terze persone. Schifani è scortato da cinque uomini e due auto blindate, mentre quando è in studio è sempre attiva una vigilanza nell’area. Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi, anche se la pista mafiosa è quella privilegiata.