“Presenza obbligatoria senza eccezione alcuna, anche governo”. Mercoledì alle 9,30 approda in aula al Senato il controverso ddl sulla responsabilità civile dei magistrati e ai senatori democratici è pervenuto un sms perentorio. Nessuna assenza, date le fibrillazioni sul tema, soprattutto da parte dell’Ncd che chiede un testo più netto contro le toghe, mentre una parte del Pd è sensibile alle grida di guerra dell’Anm, che vede a rischio l’indipendenza della magistratura in caso di norme troppo stringenti sulle rivalse di indagati e imputati. Nel pomeriggio si è svolto un vertice di maggioranza e il governo ha depositato due emendamenti.

In maggioranza si lotta sul filo di parole. Secondo l’agenzia Public Policy, uno degli emendamenti governativi punta a eliminare gli aggettivi “specifica” e “adeguata” riferite alla motivazione con cui il giudice emette provvedimenti cautelari personali (per esempio la custodia in carcere) e che in assenza può essere chiamato a rispondere di “colpa grave”. Il testo originario del ddl prevede, tra i casi di colpa grave per un magistrato, “l’emissione di un provvedimento cautelare personale o reale senza specifica ed adeguata motivazione”. L’emendamento quindi punta a eliminare la specificazione. Per il governo – si legge nella relazione tecnica – “l’inciso è per un certo verso equivoco, posto che la mancanza di motivazione costituisce già violazione della legge (con la legge Vassalli, ndr), per altro verso non pertinente, in quanto la mancanza di motivazione specifica o adeguata non è idonea di per sé a determinare un pregiudizio e infine perché la previsione riguarderebbe, illogicamente, una sola categoria di provvedimenti”.

“Al Senato ci sono stati dei passi avanti per l’approvazione della norma in via ordinaria, ma credo che l’ipotesi decreto sia sempre molto probabile”, ha affermato il  guardasigilli Andrea Orlando nella registrazione dell’intervista per la trasmissione ‘2 Next’. “Nella riunione di maggioranza abbiamo registrato un avvicinamento di alcune posizioni e abbiamo anche lavorato ad alcune precisazioni del testo. Credo ci siano le condizioni perché il testo che uscirà dal Senato per passare alla Camera sia molto vicino al testo predisposto dal governo”, e che poi è stato messo da parte durante l’esame in Commissione Giustizia al Senato, per privilegiare il ddl parlamentare. Se però non si dovesse trovare un’intesa l’ipotesi di agire per decreto resta confermata.

Al termine del vertice di maggioranza, il capogruppo di Ncd Maurizio Sacconi ha fatto il punto sulle richieste del suo partito. “Deve essere definita in modo certo – ha spiegato Sacconi – la responsabilità del magistrato, dopo che lo Stato ha pagato per malagiustizia nei confronti di una persona fisica o giuridica: ci siamo rimessi a un’intesa nell’ambito del governo”. Ncd, ha aggiunto Sacconi, “chiede che il magistrato motivi quando si discosta dalla giurisprudenza delle Sezioni Unite” della Corte di Cassazione nelle sue sue sentenze e che “resti ferma la responsabilità contabile per danno erariale”.

In aula al Senato, il voto degli emendamenti dovrebbe iniziare alle 11,45 circa.