L’economia italiana continua a contrarsi nel terzo trimestre 2014. Secondo le stime preliminari dell’Istat, il Prodotto interno lordo ha registrato un -0,1% rispetto al trimestre precedente e un  -0,4% rispetto al terzo trimestre 2013. L’economia era rimasta ferma sullo zero nel primo trimestre 2014 ed era arretrata dello 0,2% nel secondo. Dopo tredici trimestri consecutivi di mancata crescita, cioè con una variazione del Pil negativa o pari a zero, l’economia italiana è “ai livelli del 2000“, sottolineano i tecnici dell’Istat. Nello stesso periodo il pil è aumentato in termini congiunturali dell’1,2% negli Stati Uniti e dello 0,7% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 3,9% negli Stati Uniti e del 3,0% nel Regno Unito. Il Pil acquisito per il 2014, quello che si otterrebbe cioè se nel quarto trimestre si registrasse crescita zero, è pari -0,3%.

“Purtroppo ce lo dovevamo aspettare, i presupposti c’erano già dai mesi scorsi – ha commentato Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, arrivando alla giornata nazionale dell’Orientagiovani a Reggio Emilia – siamo psicologicamente preparati ad una chiusura del 2014 con un segno negativo, speriamo che non impatti sul rimbalzo del 2015. Speriamo che sia di dimensioni contenuti, massimo -0,3% o -0,4%”.

Dopo il dato sul Pil, Piazza Affari amplia sensibilmente i guadagni. Il Ftse Mib sale dello 0,71%, mentre alcuni titoli allungano il passo. Si tratta di Ferragamo (sospesa al rialzo) e Autogrill, entrambe crescono di oltre il 6% all’indomani della presentazione dei conti del terzo trimestre. Bene anche Unipolsai che sale del 5,6% e Telecom Italia (+2,37%). Tra i titoli in calo Mediaset (-1,43%) e due banche: la Bper (-0,99%) e il Banco Popolare (-0,62%).