Rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio colposo. E’ questa la richiesta della Procura di Firenze per i quattro carabinieri e i tre soccorritori del 118 che, la notte tra il 2 e il 3 marzo, a Firenze, hanno arrestato e immobilizzato Riccardo Magherini, morto a 40 anni per arresto cardiaco. Per uno degli agenti è contestato anche il reato di percosse. Decisivo, in tal senso, il video girato da un testimone in cui si vede uno degli agenti che prende a calci l’ex promessa delle giovanili della Fiorentina. Il decesso, sostengono i pm Giuseppe Creazzo e Luigi Boccolini, sarebbe stato provocato da una “intossicazione acuta da cocaina associata ad un meccanismo asfittico. Magherini, quindi, avrebbe assunto eccessive quantità di droga, ma l’arresto sarebbe avvenuto con metodi che violano il protocollo dell’Arma: secondo l’accusa, sarebbe stata esercitata un’eccessiva pressione sul torace dell’uomo, causandogli, così, l’arresto cardiaco. Ai tre soccorritori del 118, invece, viene contestato dai procuratori una valutazione errata delle condizioni di salute dell’arrestato.

Soddisfatti per la richiesta di rinvio a giudizio i familiari di Magherini che, dichiarano, cercheranno di evitare in tutti i modi un caso fotocopia a quello di Stefano Cucchi. “Le richieste di rinvio a giudizio sono una bella notizia – spiega il fratello Andrea – Ciò che differenzia la vicenda di Riccardo dalle altre, penso a quella di Cucchi, è che è successo tutto in una strada, con testimoni alle finestre“. Parla anche il padre del 40enne, Guido, che teme solo i tempi della giustizia: “Il nostro avversario è la prescrizione – dice – Siamo contenti di andare a processo, è già un ottimo risultato, visto anche come vanno a finire altre vicende, come quella di Stefano Cucchi”.

Fiducioso, invece, l’avvocato dei quattro carabinieri indagati, Francesco Maresca: “La richiesta di rinvio a giudizio è l’atto successivo alla chiusura delle indagini. Attendiamo fiduciosi l’udienza preliminare. Già in quella sede cercheremo di chiarire la posizione dei carabinieri indagati”.

Gli uomini dell’Arma intervennero, in Borgo San Frediano, a Firenze, in seguito alla denuncia di alcuni passanti che avevano trovato Magherini a torso nudo e in stato d’agitazione. L’uomo aveva appena spaccato la vetrina di un ristorante e rubato il cellulare a una ragazza.La prima pattuglia arrivata sul posto non riuscì a immobilizzare Magherini e fu necessario l’intervento di un’altra volante e del 118. Con l’arrivo dei rinforzi, i carabinieri sono riusciti a bloccare a terra l’uomo in stato d’agitazione e ad ammanettarlo. Nonostante Magherini si lamentasse, gli agenti hanno deciso di tenerlo a terra, in posizione prona con il torace nudo schiacciato a terra, perché l’uomo stava cercando di liberarsi dalla presa dei carabinieri . La procedura d’arresto adottata, secondo i pubblici ministeri fiorentini, violerebbe le regole internazionali e sarebbe stata la causa, insieme all’eccessiva quantità di cocaina assunta dall’uomo, del decesso. Secondo i periti, la morte di Magherini si sarebbe potuta evitare se gli agenti lo avessero alzato.