taoloveDal 2007, quando decide di promuovere in modo alternativo il suo secondo disco, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia e, soprattutto, di benzina nel serbatoio ne è stata messa ancor di più. Ottocento concerti in 7 anni, 600 città toccate, 160.000 km, un tour europeo e due motori fusi per Valerio Ziglioli in arte Tao, “cantautorocker” come ama definirsi e non solo per via dell’aspetto. Il termine riassume in una sola parola le tre cose fondamentali del suo fare musica: è un cantautore, si esibisce in un’auto e fa rock, che non intende come un genere musicale ma come un’attitudine: con la sua musica racconta esperienze vere, vissute, spesso drammatiche ma talvolta venate di ironia, scritte e interpretate con passione.

L’amore per il rock and roll, lo spinge a dar vita al Tao Love Bus Experience, un tour che lo porta in tutta Italia a bordo del Tao Love Bus, un pulmino Volkswagen del ’74, munito di un sistema di amplificazione che permette alla band, composta da quattro elementi, di suonare al proprio interno, cosicché qualsiasi piazza o spazio all’aperto sono buoni per un concerto rock and roll: “Il concept che sta alla base – afferma Tao – è quello di portare la musica alle persone, ribaltando gli schemi secondo i quali sono queste ultime che vanno ai concerti. Siamo noi che col nostro magic bus andiamo in mezzo alle città e al pubblico, suonando in posti in cui normalmente non sarebbe possibile come ad esempio in piazza Duomo a Milano”.

Attualmente Tao è impegnato nella realizzazione di un film, girato in collaborazione con Erazero, intitolato Spirit of rock, primo “rockumentario” italiano su una storia unica al mondo e prodotto dai sostenitori del cantautorocker, in cui si racconta la storia del folle tour europeo organizzato un paio di estati fa. “Due anni fa decisi di investire tutti i risparmi della mia vita in un tour europeo, ovviamente a bordo del Tao Love Bus, che toccasse le città più importanti del continente e che descrivesse cos’è davvero lo Spirito del Rock. Un tour senza ingaggi, senza permessi e senza sponsor. Praticamente una follia, in un mondo basato sempre più solo su una rigida e triste visione economica. È stato naturale pensare di filmare questa esperienza unica e devastante, del resto non capita tutti i giorni di girare l’Europa, suonando e cantando a bordo di un pulmino flower power del ‘74 nei posti più vietati al mondo, come ad esempio sotto la Tour Eiffel, davanti al Parlamento europeo o alla Porta di Brandeburgo. Ne son venute fuori 300 ore di riprese video, un materiale immenso atto a documentare una storia davvero unica al mondo. Visto che di soldi erano finiti, insieme alla casa di produzione Erazero, abbiamo pensato di lanciare una raccolta fondi per il montaggio e la post produzione del film. Musicraiser è la piattaforma su cui ci siamo appoggiati, perché è il sito italiano di crowfunding specifico per i progetti musicali. Il crowdfunding, in fondo, è quanto di più vicino al concetto di ‘discografia diretta’. La campagna finora è andata molto bene, siamo  al 97% dell’obiettivo da raggiungere, il che di questi tempi non è poco. Gesti magnifici di persone che non conosco minimamente, tanti raisers non so chi siano, altri li conosco appena, mi hanno fatto percepire che quel che è stato seminato in questi anni ha lasciato il segno”.