Cade il velo sulla pedofilia nell’arcidiocesi di Chicago. Sul sito ufficiale della chiesa guidata dal 1997 dal cardinale Francis George, ex presidente dei vescovi statunitensi, sono stati pubblicati i nomi di 36 preti che hanno abusato di 350 minori dal 1950 a oggi. Storie e crimini di pedofilia che il porporato, tra i grandi elettori di Bergoglio nel conclave del 2013, ha voluto divulgare prima di andare in pensione e cedere il governo della diocesi al suo successore già nominato da Papa Francesco, monsignor Blase Joseph Cupich. Il passaggio di consegne, infatti, è previsto per il prossimo 18 novembre, ma il cardinale George ha voluto concludere il suo episcopato con questa operazione verità, incoraggiata direttamente da Bergoglio, nella linea della tolleranza zero sulla pedofilia perseguita proprio da Papa Francesco fin dall’elezione al pontificato.

Sul sito dell’arcidiocesi di Chicago molti nomi e alcuni dettagli sono oscurati per motivi di privacy, ma emergono con chiarezza le storie dei preti che fornivano alle vittime alcol e sigarette, per poi masturbarli e fare con loro sesso orale. “L’arcidiocesi di Chicago – si legge sul sito ufficiale – ha volontariamente rilasciato i documenti relativi a 36 sacerdoti dell’arcidiocesi che hanno almeno una denuncia per cattiva condotta sessuale con un minore. Questi documenti sono in aggiunta a quelli pubblicati nel gennaio scorso su 30 altri sacerdoti“. “Nulla – precisano i vertici della chiesa statunitense – è stato redatto o rimosso per nascondere l’identità di coloro che abusano. Nessuno di questi sacerdoti esercita attualmente il ministero presbiterale”. È possibile, inoltre, inviare richieste di chiarimenti o denunce di reati di pedofilia commessi dal clero all’Ufficio della protezione dei bambini e della gioventù dell’arcidiocesi di Chicago e sul sito vengono indicati tutti i recapiti utili.

La chiesa guidata per 17 anni dal cardinale George ha già dovuto pagare 130 milioni di dollari di risarcimento per le vittime ma, come ha sottolineato il porporato, “non è possibile cambiare il passato. Speriamo solo di ricostruire la fiducia nelle istituzioni ecclesiali attraverso un dialogo aperto e onesto. L’abuso sui minori – ha ribadito George – è un crimine e un peccato”. Una posizione in totale sintonia con quella di Papa Francesco che più volte ha definito la pedofilia un “culto sacrilego” come una “messa nera”. Ma Bergoglio ha fatto molto più istituendo una Pontificia Commissione per la tutela dei minori coordinata dal cardinale cappuccino Sean Patrick O’Malley, arcivescovo di Boston, una delle diocesi Usa più colpite dallo scandalo, nella quale c’è anche la vittima irlandese Marie Collins. Ma soprattutto il Papa, che ha anche incontrato nella sua residenza di Casa Santa Marta alcune persone che hanno subito abusi dai preti, sta rimuovendo e facendo processare i vescovi che si sono macchiati di questo grave reato. In Vaticano, infatti, è ancora agli arresti domiciliari in attesa del processo penale l’ex nunzio apostolico nella Repubblica Dominicana, il polacco Jozef Wesolowski, accusato di pedofilia e detenzione di materiale pedopornografico.

Twitter: @FrancescoGrana