La Fiom ha deciso: sciopero di otto ore a metà novembre. Ad annunciarlo è stato il segretario Maurizio Landini che, durante il comitato centrale del sindacato, ha spiegato: “Abbiamo pensato che rispetto ad un classico sciopero generale sarebbe più utile mettere insieme 2-3 manifestazioni con i rispettivi scioperi in diverse date per il nord, il centro e il sud. Le città potrebbero essere Milano, Napoli e Terni, quest’ultima da valutare in base a quello che succederà”. Il Comitato Centrale ha quindi dato mandato alla segreteria nazionale di articolare lo sciopero in almeno due grandi manifestazioni nazionali da svolgersi indicativamente il 14 novembre a Milano e il 21 novembre a Napoli.

Il riferimento alla città umbra è relativo alla crisi dello stabilimento Ast, per il quale mercoledì 29 ottobre hanno manifestato a Roma i militanti Fiom. Alcuni di loro, però, sono rimasti feriti a seguito delle cariche della polizia. “Il Comitato Centrale della Fiom – spiega ancora Landini – nell’esprimere solidarietà ai lavoratori dell’Ast impegnati in una difficile vertenza contro la multinazionale Thyssen che vuole smantellare il polo siderurgico di Terni, ringrazia quanti di loro presenti ieri a Roma hanno manifestato pacificamente in una situazione di grande tensione”.

Quello di metà novembre, ha proseguito il segretario, è uno sciopero deciso “a sostegno e in preparazione dello sciopero generale di tutte le categorie, per contrastare le misure contenute nel ‘jobs act’ e per rivendicare scelte diverse di politica economica e industriale, che la Cgil deciderà nel proprio direttivo già convocato il prossimo 12 novembre”. In quella data, ricorda la nota della Fiom, il sindacato della Camusso vaglierà come proseguire la mobilitazione avviata il 25 ottobre scorso, contro la riforma del lavoro e per rivendicare scelte diverse di politica economica e industriale, che proseguirà fino allo sciopero generale.

“Alle aggressioni rispondiamo con la mobilitazione” – La Fiom, inoltre, “dà indicazione di realizzare fermate e assemblee in tutti i luoghi di lavoro e iniziative sul territorio, a partire dalla giornata di venerdì 31 ottobre” per rispondere “ai gravi fatti accaduti ieri a Roma durante la manifestazione degli operai di Terni. Rispondiamo con la mobilitazione – prosegue il documento – all’aggressione contro i lavoratori che manifestavano pacificamente per difendere la fabbrica e il posto di lavoro e alle falsità contenute nel comunicato della Questura di Roma che cerca di addossare la colpa ai lavoratori”.