Dopo il provvedimento della Banca d’Italia, il consiglio di amministrazione di Fininvest studia il trasferimento del 20% di Mediolanum in un trust, strumento che permette di affidare in gestione un patrimonio a un altro soggetto. A spiegarlo è una nota della holding di Silvio Berlusconi, che in base a una recente decisione di via Nazionale e Ivass deve ridimensionare la sua partecipazione (oggi del 35,13%) nel gruppo guidato da Ennio Doris in quanto il suo controllante, condannato nel processo sui diritti tv di Mediaset, ha perso i requisiti di onorabilità richiesti agli azionisti di banche e assicurazioni. Il cda di Fininvest, si legge, ha dato mandato all’amministratore delegato Pasquale Cannatelli di concordare con l’altro socio, la FinProg Italia Sapa di Doris, la “formalizzazione dello scioglimento anticipato e consensuale del patto di sindacato” di Mediolanum.

E Cannatelli, appunto, dovrà anche “dare riscontro” al provvedimento di Bankitalia, che prevedeva esplicitamente l’ipotesi del trasferimento in un trust “ai fini della successiva alienazione a terzi entro 30 mesi”, e “proseguire, nel rispetto dei termini ivi previsti, le necessarie interlocuzioni con le autorità, ferma restando la competenza del consiglio stesso per le deliberazioni che si renderanno opportune o necessarie”. Il trust dovrà essere creato, secondo quanto chiesto da Via Nazionale, “entro tre mesi dalla data di ricevimento del provvedimento”.