“Trattare cosa? La cosa surreale è che Susanna Camusso dica che si debba trattare”. Matteo Renzi ancora contro il sindacato e contro la segretaria della Cgil. Intervistato da “Otto e mezzo” su La 7 torna a parlare dopo il weekend dei due Pd, quello di piazza del corteo contro il Jobs act e quello di Leopolda con il governo riunito a Firenze per il convegno renziano. Nega le elezioni anticipate e difende il patto del Nazareno (“E’ un atto parlamentare”). Liquida la sinistra Pd (“Esiste ed è al 4,5 per cento”) e apre al Movimento 5 stelle: “Spero ci sarà un incontro con i capigruppo Pd per parlare di legge elettorale. Mi appello alla parte seria di Grillo”. Un asse che potrebbe servire anche per l’elezione dei due giudici alla Corte costituzionale che blocca il Parlamento da oltre venti votazioni e quasi due mesi. Renzi poi dichiara chiuso il contenzioso con Bruxelles dopo i dubbi espressi sulla manovra: “Spero che l’anno prossimo la crescita del Pil arrivi allo 0,6 per cento”.

L’intervista comincia con il nuovo round Renzi-sindacati in una sfida a distanza che dopo la piazza di 1 milione di manifestanti radunata dalla Cgil sabato 25 ottobre si fa sempre più tesa. Il presidente del Consiglio difende il tavolo di poche ore prima quando i ministri di Economia e Lavoro hanno incontrato i rappresentanti dei lavoratori per parlare della manovra del governo. All’uscita si sono lamentati di non aver potuto “trattare”: “I ministri”, ha detto Camusso, “non avevano il mandato per discutere. Incontro surreale“. E a loro risponde il presidente del Consiglio: “E’ giusto che il sindacato faccia trattative, ma con gli imprenditori. Non con il governo. Se per anni si è pensato che per fare una legge bisogna chiedere il permesso ai sindacati, ci siamo sbagliati. E’ arrivato il momento che ciascuno in Italia torni a fare il suo mestiere. Le leggi si fanno in Parlamento. Se i sindacalisti vogliono trattare si facciano eleggere. Io ho detto ai ministri che siamo disponibili ad ascoltare. Se hanno considerazioni da fare li ascoltiamo, se gli viene più comodo possono mandarci una mail, ma è ora di finirla di pensare che si alza uno e blocca gli altri”. Una posizione ribadita anche dal ministro delle riforme Maria Elena Boschi, intervistata da “Quinta colonna” su Rete4: “Io credo che il sindacato abbia voluto fare politica, e invece io credo che il sindacato debba tutelare i lavoratori, mentre il Governo debba fare politica portando le leggi in Parlamento”.

Renzi: “Il diritto di sciopero è sacrosanto”

Renzi prende poi le distanze dalle parole di Davide Serra, il finanziere renziano che alla Leopolda ha parlato di necessità di limitare i licenziamenti nella pubblica amministrazione creando molte polemiche anche all’interno del Pd: “Non sono d’accordo, non credo che il diritto di sciopero sia da limitare. E’ un diritto sacrosanto e Silvia Fregolent ha già risposto dal palco. Ma è legittimo che ci siano luoghi in cui si discute mentre non va la rappresentazione della Leopolda dove basta mezza affermazione di Serra per aprire polemiche”.

E mentre scarica l’amico Serra, Renzi al tempo stesso non si risparmia un attacco alla sinistra Pd. Liquida le ombre di una scissione con lo slogan del Partito democratico al 40 per cento: “C’è una parte che immagina un raggruppamento molto più di sinistra radicale. Landini ha idee diverse dalle mie ma proprio per questo mi piace dialogare con lui. Esiste già qualcosa a sinistra del Pd che alle regionali ha preso il 4,3 mentre il Pd il 40 per cento”. Ma respinge la scissione: “Non credo alla scissione del Pd, credo che sarebbe il colmo, abbiamo aperto le porte per arrivare al 41%. La politica chiede lo sforzo di ascoltarsi ma io vorrei che passasse che al governo ascoltiamo tutti ma non ci facciamo fermare da nessuno. Sono anni che politica si è fermata”.

Renzi: “Spero l’Italia crescerà più dello 0,1 per cento”

In tema economico, Renzi rivendica una soluzione del contenzioso con Bruxelles. “Trovo talvolta un atteggiamento pregiudiziale contro l’Italia e ad averlo sono soprattutto i funzionari e i tecnici. Io difendo l’orgoglio dell’Italia. Io ho dalla mia parte 11 milioni 200mila italiani che hanno votato alle scorse elezioni, il Pd ha preso più voti di Merkel, della Cdu”. Anche perché, secondo Renzi, la legge di stabilità permetterà di far crescere l’Italia: “Noi siamo convinti che con la legge di stabilità avremo il segno più dopo anni di segno meno. Certo dipende da quanto riparte l’economia internazionale ma io credo che sarà dell’0,6. Il punto non è quanti decimali ma se tornerà a crescere l’occupazione e e se torna la fiducia. E spero di più dello 0,1 o 0,2 per cento”.

Il presidente del Consiglio si rivolge infine ai 5 stelle per parlare di legge elettorale e Consulta. “I capigruppi di Camera e Senato nei prossimi giorni sono pronti a incontrare i 5 stelle. Mi appello alla parte seria di Grillo. Le regole si scrivono anche con l’opposizione. Noi cercheremo di aprire ai grillini anche sull’elezione della corte costituzionale. Io spero che nelle prossime ore possa esserci un incontro con i capigruppo del Pd che sono disponibili ad aprire un ragionamento con i cinque stelle”.

“Renzi: “Mi rivolgo alla parte seria di Beppe Grillo”

Dei voti grillini, il presidente del Consiglio avrà bisogno anche per l’elezione dei due giudici della Corte costituzionale. Tanto che Renzi ammette in diretta che si può convergere su di un nome diverso da Luciano Violante: “Se ci sono condizioni politiche su un nome diverso assolutamente sì, lo sa anche Violante che è un servitore delle Istituzioni che se serve per superare il blocco i nomi si cambiano”. Fare presto sulle riforme e sulla legge elettorale, ribadisce Renzi. Ma nega che la prospettiva sia quella del voto anticipato: “Io mi sento di escludere le elezioni anticipate. Perché credo che in questo momento l’Italia non ha bisogno di un presidente del consiglio che prende voti ma di un governo che cambia l’Italia. Se qualcuno in Parlamento si metterà contro, faremo un po’ più fatica”.