Un palco che ricorda un garage modello Steve Jobs, simbolo dei luoghi in cui “le idee divengono startup”. Cento tavoli di confronto su cento argomenti. Tre giorni di interventi in cui si alterneranno parlamentari, imprenditori, rappresentanti della società civile e dirigenti del futuro partito della Nazione. Benvenuti alla Leopolda 2014, la Leopolda del “passo dopo passo”, della “maturità”, che si può sintetizzare con la “Leopolda di Matteo Renzi al governo”. Una kermesse di cui tutti parlano in Transatlantico: se un tempo i pochi politici che presenziavano alla tre giorni fiorentina si mimetizzavano fra la folla, oggi duecento parlamentari sono ansiosi di partecipare e lo vogliono far sapere.

Un’edizione, la “quinta Leopolda”, nata all’insegna della discordia, con la minoranza del Pd ad attaccare il capo dell’esecutivo perché “la Leopolda non è una iniziativa del Pd ma di fatto è un partito parallelo”. Al punto che uno come Gianni Cuperlo, competitor di Renzi alle primarie dello scorso 8 dicembre, dice cose del tipo: “Forse ci passerò lunedì”. Un’edizione che nonostante l’invito esplicito del segretario-premier – “veniteci, Epifani ci è venuto l’anno scorso e non mi pare che sia stato mangiato” – le minoranze del Pd diserteranno, impegnati a sfilare alla manifestazione organizzata nella Capitale da Susanna Camusso e Maurizio Landini.  Del resto, sbotta con filo di sarcasmo Rosi Bindi, “è  una manifestazione parallela al Pd – e non mi accontento certo di essere invitata per superare questa anomalia”.

Polemiche a parte, da venerdì 24 ottobre (ora di cena) la galassia renziana – che ormai include anche l’ex vendoliano Gennaro Migliore e l’ex dalemiano Andrea Romano – si ritroverà a Firenze nel tentativo di rilanciare il modello vincente dell’ascesa del capo dell’esecutivo. L’organizzazione, eterodiretta dalla ministra Maria Elena Boschi, il “volto” del renzismo, è a lavoro da giorni: il cantiere, come conviene alla tradizione della kermesse, è stato affidato ai “comitati Adesso”, nati in centinai in tutto lo stivale per sostenere l’ascesa del “fu rottamatore”, il suo carburante elettorale, la macchina organizzativa delle due primarie del 2012 e del 2013, la rete operativa delle truppe renziane sul territorio. E il titolo scelto per l’edizione 2015 è “il futuro è solo l’inizio”, anche perché – si legge sulla enews inviata due giorni fa – “dobbiamo smettere di considerare il domani come una minaccia. Il futuro è un posto ricco di incognite, certo. Ma anche pieno di possibilità, suggestioni, opportunità. Sarà bello andarci insieme”.

Ma l’aspetto più interessante, in questa prima kermesse da premier-segretario, sarà la partecipazione della politica e dei poteri che in un certo senso hanno accompagnato la narrazione renziana. Che ne sarà di Marco Carrai, Paolo Fresco e Andrea Guerra? Presenzierà Pif, protagonista alla Leopolda del 2011 di un duro attacco al ras delle preferenze della provincia di Enna Mirello Crisafulli. Di certo sfileranno i ministri in quota Pd: Marianna Madia, Giuliano Poletti, Dario Franceschini e Roberta Pinotti. Assente il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, impegnato a un convegno dei giovani industriali. Probabile, invece, la presenza del ministro della Giustizia Andrea Orlando, che non si può classificare fra i renziani, ma da turco è organicamente entrato nella maggioranza del Pd. Fra le grandi assenze quelle di Alessandro Baricco, simbolo della Leopolda “BigBang” del 2011 e di Cosimo Pacciani, uomo di finanza, amico di Renzi dai tempi del liceo e da pochi mesi numero due del Fondo Salva Stati. E diserterà la kermesse anche Andrea Guerra, che in una conversazione con il quotidiano La Stampa si è lasciato scappare: “La Leopolda era un fantastico strumento di marketing, che funzionava bene in quanto tale. Ma che marketing puoi fare quando sei ormai al governo? Al governo devi fare le cose, e basta”. In prima fila anche il superfinanziere Davide Serra che, secondo quanto appreso dal fattoquotidiano.it, dovrebbe presiedere nella giornata di sabato 25 ottobre uno dei tavoli programmatici. Torneranno anche Oscar Farinetti e Bruno Cucinelli, cui si affianca la new entry Mike Moffo, consulente elettorale di Obama. Ma la sorpresa della kermesse si chiamerà Raffaele Cantone, la cui presenza è stata annunciata quest’oggi in conferenza stampa dal ministro Maria Elena Boschi. Sul palco a condurre la manifestazione del fu rottamatore quattro parlamentari di fede rigorosamente renziana, la romana Lorenza Bonaccorsi, Silvia Fregolent, Luigi Famiglietti, e l’enfant prodige, il parlamentare toscano Edoardo Fanucci. Domenica 26 ottobre all’ora di pranzo ci sarà il discorso di chiusura dell’amico Matteo. Con l’ex rottamatore che proprio in quel momento, potrebbe lanciare la vera sorpresa dell’agenzia politica.

Twitter: @GiuseppeFalci