Si apre uno spiraglio nel braccio di ferro tra il governo e le Regioni sulla legge di Stabilità. L’esecutivo si è detto “disponibile, nell’ascolto reciproco, a lavorare per migliorare l’impianto” della legge, ha detto Graziano Delrio al termine dell’incontro a Palazzo Chigi. “Insieme non vogliamo tagliare i servizi essenziali, la sanità, i servizi sociali. Dobbiamo trovare le formule e le soluzioni per revisioni radicali della spesa, non estemporanee”, ha sottolineato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. “A questo proposito siamo disponibili ad accogliere tutte le proposte in termini di soluzioni diverse da quelle ipotizzate – ha detto ancora Delrio – il governo ha sostenuto con forza il principio dell’autonomia e della responsabilità, siamo convinti che vi sia l’autonomia e la responsabilità di Comuni e Regioni per poter definire le modalità con cui vengono raggiunti gli obiettivi”. Il sottosegretario ha concluso: “Massima autonomia, siamo disponibili a lavorare insieme alle Regioni in tempi strettissimi per trovare potenziali soluzioni per applicare le riforme stabilite”.

Soddisfazione per l’esito dell’incontro anche da Sergio Chiamparino: “E’ stato incontro simpatico nei toni che è sempre un aspetto non irrilevante della politica – ha detto il presidente della Conferenza Stato-Regioni – alcuni scambi schietti di battute non hanno intaccato il clima e il rispetto politico. L’incontro è stato approfondito con una presenza impegnata del primo ministro, che ringrazio. Il punto di convergenza per ora è stato quello che Renzi ha definito il Lodo Chiamparino, ovvero una proposta che in una settimana punti ad un lavoro congiunto per una manovra sostenibile”.

Quale sarebbe il “punto di convergenza raggiunto”? “E’ questo: scrivere una proposta che punti in un tempo rapidissimo, 7-10 giorni al massimo, per un lavoro congiunto che renda sostenibile la manovra in termini di quantità, qualità dei servizi erogati e di fiscalità intendendo la tassazione locale e le tariffe”. “Questi sono i temi – ha proseguito Chiamparino – innanzitutto c’è un impegno comune sul metodo dei costi standard: va portare avanti una razionalizzazione della spesa a tutti i livelli. Ho sollevato il tema delle autorità decentrate dello Stato, un esempio è la razionalizzazione della spesa pubblica dei ministeri in virtù del fatto che la legge Delrio consente di semplificare la presenza sul territorio: perché ci devono essere le stesse strutture dello Stato come prima che le Province venissero abolite?”.

L’altro impegno riguarda la sanità, ricordando il Patto per la salute sottoscritto il 6 di agosto: “Siamo disponibili a approfondire questa logica, come il governo è disponibile ad affrontare il tema del recupero di fondi per riprendere una politica di investimenti sull’edilizia sanitaria”. Infine, l’ottimizzazione di risorse delle Regioni presso i ministeri, tema che, assicura Chiamparino, non comporta aggravi in termini di cassa, né di disavanzo, né di indebitamento.