Confermato da sindaco, ma scaricato da avvocato. Il Comune di Novellara, in provincia di Reggio Emilia, ha deciso di sospendere i rapporti di collaborazione che da tempo aveva con lo studio legale di Marcello Coffrini, il sindaco di Brescello finito nella bufera per le dichiarazioni benevole spese nei confronti del boss dell’ndrangheta Francesco Grande Aracri. Una scelta messa nero su bianco in una delibera di giunta, datata 15 ottobre e approvata all’unanimità alcuni giorni fa: “È venuta meno la fiducia” si legge nelle motivazioni.

Alla base del provvedimento dell’amministrazione di Novellara, guidata dal sindaco di centrosinistra Elena Carletti, ci sono le vicende che nell’ultimo mese hanno catapultato il piccolo comune di Brescello sulle cronache nazionali. Non solo l’intervista rilasciata ai microfoni della web tv Cortocircuto, in cui Coffrini definisce Grande Aracri, condannato in via definitiva per mafia, una “persona educata”, ma anche l’apertura dell’inchiesta da parte della Procura di Reggio Emilia per far luce sulla manifestazione organizzata da alcuni cittadini di Brescello in solidarietà al sindaco.

Episodi che hanno creato non poco imbarazzo tra le stanze del vicino comune di Novellara, dove già da alcune settimane si parlava dell’ipotesi di revocare gli incarichi, che in negli ultimi anni la giunta aveva affidato a Coffrini. Del suo studio legale fa parte anche il padre, Ermes, ex sindaco storico di Brescello e noto avvocato. “Preso e dato atto – si legge nella delibera – che è venuta meno la fiducia nei confronti dello Studio legale associato degli avvocati Ermes e Marcello Coffrini di Reggio Emilia, la giunta ha deliberato di revocare gli incarichi in essere affidati a suo tempo allo Studio Coffrini ovvero affidati al singolo professionista dello studio”. I due sono quindi invitati “a dismettere ogni azione” in merito ai procedimenti ancora in corso. Sei in tutto le cause, la cui difesa era stata affidata al lavoro di Coffrini. Sospese anche le consulenze del 2014, per le quali il settore Affari generali del Comune di Novellara avrebbe speso poco meno di 2500 euro.

Insomma l’amministrazione di Novellara non perdona Coffrini, e decide così di tagliare ogni rapporto professionale, per via di quelle ombre sorte dopo le sue parole sul boss. Un approccio duro, totalmente differente da quello del consiglio comunale di Brescello, che pochi giorni dopo la pubblicazione dell’intervista aveva rinnovato la fiducia al sindaco, respingendo le richieste di dimissioni presentate dall’associazione Libera di Reggio Emilia e Parma e da alcuni esponenti dell’opposizione. Accanto a Coffrini si era schierata anche gran parte dei cittadini, scesi in piazza con tanto di cartelloni, camion vela e raccolta firme, per esprimere sostegno al primo cittadino. Una manifestazione a cui avevano partecipato anche i figli di Francesco Grande Aracri, e su cui ora sta indagando la magistratura.