Adesso è tutto più chiaro. Purtroppo. Durante la scoppiettante presentazione della manovra di stabilità, lo ammetto, ho sperato di trovare nascosta tra le righe colorate, qualche parolina che potesse fugare i miei dubbi.
Ho cercato di immaginare quanto nelle giornate precedenti il lavoro di Renzi e del suo staff di governo fosse stato difficile e quanto potesse/dovesse tenere in considerazione lo stato di abbandono della disabilità nel nostro Paese.

Ricordavo le parole confortanti che l’on. Davide Faraone (responsabile nazionale welfare e scuola del Pd) aveva pronunciato nel mese di giugno a Napoli sulla opportunità che sul sostegno al fondo della non autosufficienza (da lui definito “ridicolo”) a quello delle politiche sociali il governo avrebbe dato dei segnali chiari.

Misurateci sui fatti” , ripetè l’on. Faraone più volte. E’ proprio quello che, sgomento, sto facendo.

Conosco da anni la sensibilità di alcuni parlamentari del Pd e non sono incline a considerare, fino a prova contraria, i politici tutti uguali. Qualche piccola inquietudine la avevo ma da sempre mi esercito a difendere sempre la buona fede altrui. Si tratta di uno sforzo che appresi da ragazzo da un amico sacerdote che mi esortava sempre ad essere intransigente con me stesso e misericordioso con gli altri.

Lo ammetto, temo di non avere più le energie per farlo. Ho smarrito tra quelle slides cangianti di colore la dose di misericordia. Adesso è tutto più chiaro.

In una biografia di don Lorenzo Milani, un sacerdote legato alla stessa terra di Matteo Renzi, lessi di quando l’allora onorevole del Pci Pietro Ingrao recatosi in visita a Barbiana si sentì chiedere da quanto tempo mancava dalla casa di un povero. Da quanto tempo non mangiava assieme ad un povero, alla sua famiglia ed ai suoi figli.
Ingrao andò via da Barbiana molto turbato, Ingrao appunto.

Da quanto tempo Matteo Renzi, il ministro Lorenzin, il ministro Poletti, non vanno a trovare a casa un disabile? Da quanto tempo nell’austero palazzo che accoglie i cinquanta e passa componenti dell’Osservatorio nazionale della disabilità (a proposito: a che serve e, soprattutto, a chi serve ) non si condivide, come ammoniva don Milani, la disabilità?

Misurateci sui fatti diceva l’on. Faraone.

Eccoli i fatti:

1) per la prima volta dopo l’ultimo governo Berlusconi (in effetti allora il segretario del Pdl, Alfano, era lo stesso di quello che oggi ricopre il delicato compito di ministro dell’Interno) il numero di insegnanti di sostegno risulta invariato nonostante gli alunni disabili siano aumentati di 6500 unità.

2) il fondo della non autosufficienza si è nuovamente ridotto ai “ridicoli” 200 milioni con buona pace di tutti gli esperti dell’osservatorio su citato e dei proclami dell’ on. Faraone

3) il fondo delle politiche sociali rimane in apnea nonostante le richieste imploranti delle Regioni.

4) Si tagliano 4 miliardi alle Regioni (se si volevano evitare in futuro spese pazze e acquisti di grandi quantità di mutande colorate di verde forse sarebbe bastato dare qualche soldo in più alla guardia di finanza ed incrementare l’organico dei magistrati)

5) Si taglia 1 miliardo alle province (a Napoli li hanno presi sul serio ed infatti mille alunni disabili non sono ancora tornati a scuola)

6) Si taglia oltre un miliardo ai Comuni (che notoriamente sguazzano nell’oro e non avranno nessuna difficoltà a tagliare spese superflue!)

Misurateci sui fatti diceva l’on. Faraone, per il momento ai disabili restano i selfie del premier con le presentatrici tv, le docce gelate estive e gli slogan.

Ai disabili , forse, ci penserà un’altra volta.