Una ciambella gettata dalla Germania alla Francia potrebbe consentire all’Italia di stare a galla, nella trattativa con l’Ue sulla Legge di Stabilità. E il negoziato potrebbe rivelarsi più morbido, e pure più breve, del previsto. Il settimanale tedesco Der Spiegel scrive che la Germania sta aiutando la Francia a trovare una via d’uscita per evitare la sanzioni dell’Unione legate al mancato rispetto dei parametri economici Ue nell’ultima ‘finanziaria’ francese. 

L’intesa prevede la stesura di un documento, in base al quale la Francia fornirà alla Commissione una dettagliata ‘roadmap’ per la riduzione del deficit e il varo di riforme strutturali.

Nella Legge di Stabilità francese, Parigi rinvia al 2017 l’abbattimento del rapporto deficit-Pil sotto il 3%. L’intenzione della Merkel sarebbe di evitare l’apertura di una procedura di infrazione, lasciando più tempo alla Francia per rientrare nei parametri comunitari, ma allestendo nel contempo una sorta di piano di rientro. E l’Italia potrebbe aggrapparsi al salvagente tedesco, che, tenendo a galla la Francia, farebbe un po’ da ‘tana libera tutti’ per altri Paesi. La Commissione europea, al cambio della guardia tra la Barroso 2 e la Juncker 1, non sarebbe scontenta di un approccio morbido, per sciogliere i nodi senza traumi.

Considerazioni che avallano l’ottimismo sfoggiato dal premier Renzi e, soprattutto, dal ministro Padoan, uno che sa il fatto suo e che non ha timori di bocciatura della Legge di Stabilità.

A Bruxelles, la Commissione continua a vagliare i documenti ricevuti da Roma e dalle altre capitali Ue. Ma i tempi della trattativa potrebbero essere più serrati, e nel contempo più morbidi, di quanto inizialmente previsto. Il negoziato potrebbe già iniziare nelle prossime ore, con l’invio di una lettera dell’Esecutivo a Roma: richieste di chiarimenti, non certo una bocciatura, comunque prematura.

Nella missiva non dovrebbero esserci troppi rilievi e neppure toni troppo duri verso l’Italia. Così, si otterrà un doppio obiettivo. Da un lato, la Commissione avrà tenuto il punto sul fronte del rispetto del rigore, dando però segnali d’apertura di una nuova fase. Dall’altro, l’Italia potrà tenere in piedi l’impianto sostanziale della sua ‘finanziaria’.

Del resto, c’è un filo rosso che lega molti dei bilanci nazionali dei 28 trasmessi a Bruxelles: tagli alla spesa, ma anche tasse più leggere e un gruzzolo per gli investimenti per rilanciare la crescita. Con la cinghia allentata sulla misure di austerity. Vale per Italia e Francia, ma pure –per esempio- per un Paese come la Spagna convertitosi al rigore e per un paladino da sempre del rigore come l’Olanda.

Insomma, la ciambella tedesca è quasi un gommone. Ne profittano in tanti, in una fase in cui nessuno si sente forte, né le istituzioni comunitarie né i governi nazionali.