Un flop clamoroso, di pubblico e di critica. Questo è United Passion, il costosissimo film agiografico finanziato dalla Fifa per glorificare le gesta di Sepp Blatter. La pellicola, presentata a maggio in concomitanza del Festival del Cinema di Cannes, con tanto di passerella e tappeto rosso, in concomitanza con l’annuncio della candidatura dell’ottuagenario presidente al quinto mandato sulla poltrona più importante del calcio – una rielezione certa a giugno 2015, data la rinuncia di Platini – è costato 25 milioni di euro, pagati al 90% dalla Fifa stessa e ne ha intascati finora appena 120mila.

Per capirci, United Passion è costato più di 12 Anni Schiavo, premiato come miglior film agli ultimi Oscar, e ha incassato 6 milioni di volte in meno. L’ambizioso kolossal patinato che doveva presentare Blatter come un integerrimo combattente contro la corruzione e il malaffare si è rivelato un fallimento totale, nonostante la presenza nel cast di attori del calibro di Gerard Depardieu (nella parte di Jules Rimet, il padre fondatore con cui Blatter ambisce l’identificazione), di Sam Neill (nei panni di Joao Havelange, il plurinquisito predecessore di Blatter) e dulcis in fundo di Tim Roth, scelto personalmente da Blatter per impersonarlo perché “abbiamo molte qualità in comune”. A dispetto dei numerosi e costosi cambi di scenografia, che il film ambiva a ripercorrere la storia di oltre mezzo secolo di calcio, il misconosciuto regista Frederic Auburtin ha confezionato un polpettone indigeribile e indigesto al grande pubblico.

Probabilmente la scelta di raccontare Rimet, Havelange e Blatter come un manipolo di sognatori, quando chiunque conosce le innumerevoli magagne, truffe e inchieste penali in cui sono stati invischiati, non ha aiutato. Il sito IMBD dà al film 3,2 punti su un massimo di 10. Mentre Torno a vivere da solo di Jerry Calà, tristissimo remake contemporaneo del modesto successo degli anni ’80 Vado a vivere da solo, ottiene addirittura 4,4 punti. Un altro sito di riferimento come Rotten Tomatoes riporta solo recensioni del pubblico che assegnano alla pellicola 2,8 punti su 5, nessun parere critico però, come è costume del sito, perché l’altro problema è che il film non l’ha voluto vedere nessuno. Domenica, al Festival del Cinema di Zurigo, ovvero a casa della Fifa, la sala da 500 posti dove era proiettato non si è riempita nemmeno di un quinto dei posti.

In Italia non si prevede alcuna distribuzione cinematografica della pellicola. Anzi: il film è stato trasmesso in tv il 2 luglio da Rai Uno in prima serata, in piena febbre mondiale, e ha raccolto solo 2 milioni di spettatori per uno share del 9%. Meno della replica di Transformers, della soap Segreti e delitti e della puntata di Chi l’ha visto?. In Inghilterra non è prevista una sua uscita nelle sale, mentre in Francia United Passion è passato direttamente al mercato dell’home video, come un film di serie Z qualsiasi. In Serbia, dove il film è stato prodotto ed è uscito a giugno, ha incassato circa 2mila euro, in Portogallo ne ha incassati 6mila e in Russia, dove è andato meglio, poco di più. Secondo la casa specializzata nel monitoraggio dei ricavi cinematografici Rentrak, il film voluto e finanziato da Blatter e costato oltre 25milioni di euro, ne ha incassati finora poco in tutta Europa più di 100mila. Oltre ogni comune senso del ridicolo.

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