L’Isis diffonde un nuovo video dell’ostaggio britannico, John Cantlie. Nell’episodio 3 della serie “Lend me your ears”, prestatemi attenzione, il giornalista occidentale nelle mani dei jihadisti da quasi due anni spiega che gli uomini dell’autoproclamato califfo Abu Bakr al-Baghdadi, hanno una grande esperienza militare e hanno combattuto per anni l’esercito americano durante il conflitto iracheno del 2003. “Chiunque speri, quindi, di riuscire a sconfiggerli con una operazione chirurgica, una breve, pulita operazione senza sporcarsi le mani avrà una sorpresa orribile”, spiega l’uomo che indossa la tuta arancione che ricorda quella dei prigionieri di Guantanamo

Nel filmato, della durata di quasi sette minuti, Cantlie ricorda ai paesi della coalizione anti-Isis che potrebbero subire attacchi interni dai cosiddetti “lupi solitari” fedeli alla causa del califfato sparsi per il mondo. Poi tira in ballo il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama: “Ha detto che migliaia di combattenti stranieri sono partiti per unirsi all’Isis e potrebbero tornare a casa e compiere sanguinosi attentati, cosa che è ipotizzabile. Ma se davvero ci tiene alla sicurezza nazionale chiuda le frontiere per evitare che entrino. È relativamente semplice ed economico ed è garantito che sarà più efficace di un altro intervento militare in terra islamica”.

Cantlie continua affermando che “allo Stato islamico non importa se nessuno lo attacca o se tutti lo attaccano. Non ottiene donazioni da alcun Paese e si procura i finanziamenti attraverso i bottini di guerra”. L’America, al contrario, dovrà affrontare spese molto sostenute, e per questo, aggiunge, spera in un’operazione veloce e pulita. Insistendo su Obama, l’ostaggio britannico afferma che il presidente americano aveva promesso che avrebbe messo fine alle guerre americane, ma “un mese fa ha schiacciato il bottone dei raid aerei. Ora vedremo quanto tempo ancora durerà la politica del ‘no boots on the ground’, nessun soldato americano sul campo, che i combattenti dello Stato islamico non vedono l’ora di affrontare”.