Nonostante i dubbi manifestati solo un mese fa, alla fine anche la Fiom ha firmato il verbale dell’incontro con il gruppo FiatGrifa e gli enti locali che si è svolto venerdì al ministero dello Sviluppo economico. E a questo punto il percorso sembra segnato: “Entro il 30 dicembre”, si legge in una nota del Mise, “verrà effettuata la cessione del ramo d’azienda, passo decisivo per la nuova realtà industriale”. Il sito ex Fiat, dunque, passerà nelle mani della società (costituita solo lo scorso aprile) che stando al progetto presentato a giugno intende utilizzarlo per produrre auto ibride ed elettriche, 35mila all’anno. Impiegando – questo almeno è l’impegno – tutti i 768 dipendenti che lavoravano nello stabilimento della provincia di Palermo fermato dal Lingotto nel 2011, a eccezione di quelli che aderiranno alla mobilità volontaria, ancora da definire.

Il sindaco di Termini Imerese, Totò Burrafato, ha spiegato che “Fiat, per sostenere il processo di reimpiego dei suoi operai, si è detta disposta a mettere in campo misure finanziarie straordinarie per quei lavoratori, che su base volontaria, sono pronti, nei prossimi anni, ad imboccare la via del pensionamento”. Mentre, ha sottolineato il sindaco, “resta ancora aperta la questione delle aziende dell’indotto, diretto ed indiretto, che merita tutte le attenzioni del caso”. Ma è bastata la garanzia di Grifa sui lavoratori ex Fiat per convincere anche la Fiom a sottoscrivere il verbale mettendo da parte, evidentemente, le perplessità sull’effettiva disponibilità, da parte dell’azienda, dei capitali necessari per l’operazione. E già da sabato il sindacato guidato da Maurizio Landini, insieme alla Fim, la Fismic e la Uilm, sottoporrà il testo alla consultazione dei lavoratori.

“I tempi sono molto stretti”, ha spiegato Michele De Palma, coordinatore del gruppo Fiat per i metalmeccanici della Cgil. “Abbiamo costruito una premessa anche per i lavoratori dell’indotto ma è tutta da verificare la conclusione definitiva”. Secondo il segretario nazionale della Fim Cisl Ferdinando Uliano il risultato è “unico sul piano della reindustrializzazione” e “dà finalmente una prospettiva occupazionale ai lavoratori coinvolti”. Positivo anche il giudizio di Paolo Di Giovine della Fismic: “Sorge finalmente il sole su Termini Imerese. Non sarà licenziato nessun lavoratore e ripartirà la produzione nel sito siciliano e questo è un ottimo risultato”. Il viceministro Claudio De Vincenti ha detto che dopo la firma del verbale di incontro, “passaggio fondamentale per poter dare un futuro produttivo ed occupazionale a Termini Imerese”, “ora ci sono tutte le condizioni perché riparta da qui a breve”.