Jules Bianchi, pilota francese della Marussia, rischia la vita per l’incidente in cui è rimasto coinvolto nel Gran Premio di Formula 1 di Suzuka, Giappone. Il dato sportivo passa in secondo piano. Discorso diverso, invece, per i motivi e le concause dello schianto. Sotto accusa la direzione di gara affidata a Charlie Whiting, che per molti non è stato all’altezza della situazione. Era il 43° giro (il sestultimo) quando Adrian Sutil, su Sauber, è uscito di pista all’altezza della curva sette. I mezzi di soccorso erano impegnati a rimuovere la monoposto del tedesco quando Bianchi, per cause ancora in fase di accertamento, dopo pochi secondi (a metà dello stesso giro) si è andato a schiantare contro la ruspa che stava sollevando la Sauber di Sutil. “In regime di bandiera gialla alla curva precedente” ha assicurato la Fia, anche se dalle immagini tv è evidente la bandiera verde nel tratto interessato. Solo dopo un giro, invece, è entrata in pista la safety car. Sin da subito gravissime le condizioni del pilota francese, portato in ospedale privo di sensi tramite autoambulanza e non in elicottero, visto il difficilissimo quadro clinico: Bianchi, operato alla testa per ridurre un ematoma (come raccontato dal padre Philippe in un’intervista a France 3), sta lottando tra la vita e la morte. Serviranno almeno 24 ore per avere novità certe sul suo stato, anche se l’Equipe on line parla di lievi miglioramenti, tanto che il giovane “respirerebbe autonomamente”. La Fia, a sua volta, ha fatto sapere che il pilota ha riportato gravi ferite alla testa. Il 25enne francese si trova al Mie General Hospital e “verrà successivamente spostato in terapia intensiva dove verrà monitorato” ha comunicato la Federazione internazionale dell’automobile. Questi i fatti. Su cui però hanno pesato tantissimo le condizioni climatiche avverse con cui i piloti sono stati costretti a correre.

La pioggia battente, infatti, è stata la causa principale dell’incidente di Bianchi (e prima di quello di Sutil). Una circostanza, le avverse condizioni climatiche, non inaspettata. Il Gran Premio di Suzuka non doveva neanche iniziare. Da giorni, infatti, si sapeva che nello stesso orario della gara la zona intorno al circuito sarebbe stata colpita da una sorta dal tifone Phanfone. Addirittura nella giornata di venerdì era trapelata la voce che il Gp sarebbe stato anticipato al sabato o, eventualmente, sarebbe stata spostata indietro di qualche ora la partenza. Nulla di tutto questo è stato fatto. E il risultato è sotto gli occhi di tutti. Basti un dato per confermare l’errore della direzione: la gara è partita sotto regime di safety car, visto che su Suzuka stava già piovendo abbondantemente. Non solo. Una volta partiti, i piloti sono stati costretti a fermarsi dopo tre giri perché l’acquazzone rendeva impossibile garantire la sicurezza.

Dopo circa 20 minuti di stop (e dopo nove giri), la gara è ripartita, sempre in regime di safety car, con Alonso (Ferrari) ritiratosi dopo aver parcheggiato a bordo pista la sua monoposto. Al 43° giro, poi, l’incidente occorso a Sutil e, soprattutto, a Bianchi, su cui tuttora sono davvero troppi i dubbi e gli interrogativi. Tutto da spiegare, ad esempio, l’utilizzo di una ruspa (peraltro in regime di bandiera verde e non gialla) per rimuovere l’auto di Sutil: questo tipo di mezzo, infatti, è costretto ad operare nelle immediate vicinanze delle auto da soccorrere e, quindi, troppo a ridosso della pista e, soprattutto, delle vie di fughe.

Il rischio, neanche a dirlo, è che altre monoposto, finendo fuori strada, vadano a sbatterci contro, così come accaduto alla Marussia di Bianchi, con alcune immagini che hanno mostrato la vettura schiacciata sotto sotto le ruote del mezzo di soccorso. In tal senso, non è un caso che in altri circuiti vengano utilizzate le gru, capaci di operare da una distanza maggiore e, di conseguenza, senza invadere asfalto e vie di fuga. La regia internazionale, tra l’altro, non ha fornito le immagini in diretta dello schianto, il che rende ancora più precaria la ricostruzione dell’accaduto, su cui indagano le forze dell’ordine locali. La polizia ha sequestrato ciò che resta della monoposto di Bianchi per effettuare tutti gli esami necessari a comprendere cause ed effetti dell’impatto. Fatto sta che, tra soccorsi difficoltosi e polemiche roventi su chi doveva ordinare lo stop del gp e non lo ha fatto, dopo 46 giri la gara non è più ripresa. Il podio, monco, è questo: Lewis Hamilton primo davanti a Rosberg e Vettel. Fuori dalla zona punti la Ferrari di Kimi Raikkonen, al dodicesimo posto con l’unica testa rossa rimasta in gara dopo il ritiro di Fernando Alonso, appiedato poco dopo il via per un problema elettrico.

Le polemiche. Felipe Massa: “Era da cinque giri che dicevo che la gara doveva essere fermata”
Il dato sportivo, come detto, è passato però in secondo piano. “Il pilota è privo di sensi. E’ stato portato in ospedale in ambulanza” ha detto Matteo Bonciani, responsabile delle comunicazioni della Marussia, parlando delle condizioni di Bianchi dopo l’incidente. Durissima la presa di posizione di Felipe Massa, della Williams: “Quando c’era la safety car, erano cinque giri che gridavo alla radio che doveva fermarsi la gara, che non si vedeva niente. Ma ci hanno messo troppo tempo e c’è stato un incidente”. “Non c’erano le condizioni per gareggiare? Sicuramente – ha ammesso il brasiliano ai microfoni di Sky Sport – La gara è iniziata troppo prima, perché già all’inizio non si riusciva a guidare e a vedere niente ed è finita troppo tardi”. Gli fa eco Esteban Gutierrez (Sauber): “Le condizioni erano molto insidiose, a un certo punto della gara quella curva era molto scivolosa – ha spiegato il pilota della Williams – Le condizioni erano peggiorate troppo con la pioggia, poi l’incidente. Credo che sia stata la giusta decisione fermarsi a questo punto”.

Tra le altre testimonianze dei piloti (Alonso, Vettel, Hamilton, Rosberg, ecc), da segnalare quella di Adrian Sutil, il cui incidente ha indirettamente provocato quello di Jules Bianchi: “Per rispetto della sua vita credo che non dovrei commentare a riguardo, gli auguro tutto il meglio in questo momento” ha detto ai microfoni di Sky Sport. Il tedesco, terminato fuori pista con la sua Sauber, è stato l’unico pilota a vedere da vicino quanto accaduto. “Al momento credo che l’unica cosa importante sia la salute e il benessere, non la gara – ha aggiunto – Nella curva otto ho perso la macchina per l’acquaplaning, la visibilità era difficile, stava calando anche l’oscurità“. Oscurità e pioggia battente: le condizioni ideali per non correre.

Niki Lauda: “Incidente sfortunato, ma sicurezza era ok”
“E’ stato un incidente sfortunato, speriamo non sia grave”. Parola di Niki Lauda, responsabile del team Mercedes, che ha descritto così quanto accaduto a Jules Bianchi: “Un incidente incredibile e purtroppo grave” ha detto l’ex pilota. “La safety car doveva entrare prima? Sono decisioni difficili, quando Whiting (il direttore di corsa, ndr) ha visto fuori dalla pista la macchina di Sutil ha preso la decisione. In questo momento non è sua la colpa”. Secondo Lauda la sicurezza a Suzuka è stata garantita: “Si è partiti con la safety car e la pioggia non era incredibile. In queste condizioni si corre normalmente. I piloti di oggi sono disabituati? E’ difficile da dire, ma questo è stato un incidente sfortunato perché uno va fuori (Sutil, ndr) e l’altro arriva. Speriamo non sia grave”.

La ricostruzione della Federazione internazionale dell’automobile
La Fia ha chiarito la dinamica dell’incidente, iniziato quando “Adrian Sutil ha perso il controllo della sua auto, finita contro le barriere alla alla curva 7. I commissari hanno sventolato le doppie bandiere gialle prima della curva per avvertire i piloti dell’incidente – si legge nella nota – Un mezzo di recupero è stato inviato per recuperare l’auto e portarla in un luogo sicuro dietro il guardrail. Mentre ciò avveniva Jules Bianchi ha perso il controllo della sua vettura, ha attraversato l’area fuori pista ed ha colpito la parte posteriore della gru“. A quel punto, “una volta che i commissari hanno riferito che il pilota era rimasto ferito, sono state inviate le squadre mediche ed è stata fatta entrare la safety car. Il pilota è stato rimosso dalla macchina, portato al centro medico del circuito e successivamente in ambulanza al Mie General Hospital” ha concluso la Fia.