Con l’autunno riaprono le scuole di yoga e per molti è il momento di avvicinarsi a questa disciplina millenaria.

Secondo la filosofia indiana, lo yoga è un darshana, cioè una “visione del mondo”. Un modo di essere prima ancora che di agire, un viaggio alla scoperta della propria interiorità che utilizza come strumento il corpo.

Non esiste senza consapevolezza del respiro e concentrazione sul proprio sé.

Il praticante alla prime armi viene infatti immediatamente chiamato a rivolgere l’attenzione al proprio interno appena seduto a gambe incrociate a inizio della lezione. Naturalmente, è fondamentale che la spina dorsale sia allineata, che il busto e il collo siano eretti. La posizione dev’essere “stabile e confortevole” secondo il famoso aforisma di Patanjali contenuto nei Sutra dello yoga, il testo di riferimento di questa disciplina.

La seduta di yoga comincia sempre con un mantra, anzi con Il Mantra per eccellenza: il suono dell’Om.

Con i dorsi delle mani posati sulle ginocchia, le punte degli indici che “pizzicano” la metà dell’ultima falange dei pollici (Jnana mudra, gesto della consapevolezza), si inspira. Espirando si fa risuonare, si canta dolcemente la vocale O a bocca aperta. Poi si fa seguire la consonante M, che invece viene fatta risuonare nel palato a bocca chiusa.

Il canto dell’Om è una pratica con un profondo significato interiore. Per chi è un seguace delle religioni orientali l’Om richiama il suono della creazione dell’universo e ha quindi un chiaro significato di omaggio all’assoluto

Chi è alle prime armi con lo yoga, o magari vorrebbe viverlo in modo agnostico o semplicemente più personale, può restare spiazzato da una pratica così ricca di significato, potrebbe ritenerla troppo impegnativa sul piano spirituale.

E poi per chi non l’ha mai eseguito, il canto dell’Om visto mille volte in tv e al cinema, dove spesso viene sbeffeggiato come esempio di spreco di tempo, ingenuità o fanatismo può essere fonte di imbarazzo.

Un piccolo espediente per superare questa impasse, e avvicinarsi alla disciplina dello yoga invece che allontanarsi, può essere quello di porre l’attenzione sull’Om come richiamo al Big Bang primordiale, l’evento che secondo la comunità scientifica ha dato il via all’Universo.

Oppure ci si può concentrare sull’intenso massaggio che attraverso la sonorizzazione dell’Om viene effettuato al cervello.

È propria dello yoga infatti la capacità di massaggiare, stimolare attraverso diverse tecniche tutti gli organi interni del corpo. Cervello in primis, naturalmente.