Sono circa 80 le persone entrate in contatto con il paziente affetto da Ebola ricoverato a Dallas. Lo hanno riferito fonti sanitarie del Texas citate da Cnbc news, precisando che si tratta di persone che non sono state a contatto stretto con Thomas Eric Duncan, ma hanno comunque avuto relazioni con lui. Duncan, il primo malato di Ebola negli Stati Uniti, è di nazionalità liberiana e ha contratto il virus a Monrovia aiutando la figlia di una coppia di amici a recarsi in ospedale. Tra le persone potenzialmente esposte al virus anche cinque bambini. Il sovraintendente del distretto scolastico di Dallas, Mike Miles, ha detto che questa settimana i cinque bambini hanno regolarmente frequentato le lezioni, dopo essere stati in compagnia dell’uomo contagiato nel fine settimana. Nessuno dei ragazzi ha finora mostrato i sintomi dell’Ebola, ha detto Miles, aggiungendo che ora i bimbi sono tenuti sotto controllo a casa. 

“Si è contagiano aiutando una giovane malata”
Il New York Times fornisce una ricostruzione della rapida catena di eventi che hanno portato al primo caso di Ebola fuori dall’Africa. Duncan, di circa 40 anni, avrebbe avuto contatti diretti con una giovane donna colpita da Ebola il 15 settembre, soltanto cinque giorni prima della partenza per gli Stati Uniti. Marthalene Williams si era ammalata di Ebola e la famiglia era stata costretta prendere un taxi per portarla in ospedale visto che nessuna ambulanza era disponibile. Duncan li aveva aiutati, hanno detto al quotidiano americano i genitori della giovane. Marthalene aveva le convulsioni, era incita di sette mesi, ma in ospedale non c’era posto per lei. Tornata a casa, la ragazza è morta poche ore dopo: aveva 19 anni. Duncan, amico dei genitori e residente in una casa di proprietà della famiglia Williams, “la teneva per le gambe, mentre il fratello Sonny Boy la reggeva per la schiena”, ha raccontato un testimone. Sonny Boy, 21 anni, ha avuto i primi sintomi del male una settimana fa, più o meno negli stessi giorni di Duncan. È morto durante il trasporto in ospedale.

Il governo Usa è a caccia di aziende per produrre il siero Zmapp
Visto il primo caso di Ebola riscontrato negli Usa, il governo sta lavorando per accelerare la produzione del siero Zmapp attraverso trattative con alcune compagnie biotech. Lo rivela sempre il New York Times, secondo cui comunque le dosi disponibili all’inizio del 2015 saranno poche centinaia. Il Department of Health and Human Services, spiega il quotidiano, dovrebbe affidare alla Caliber Therapeutics, una compagnia del Texas, un contratto per la produzione su larga scala del siero. Zmapp viene prodotto dalle piante di tabacco geneticamente modificate, e la Caliber, che già utilizza questo metodo per produrre farmaci, ne ha a disposizione milioni, molte di più della società che ha sviluppato il farmaco, la Mapp.

Due organizzazioni umanitarie inoltre, la Gates Foundation e il Wellcome Trust, stanno cercando aziende in grado di produrre il farmaco a partire invece da cellule animali, un metodo più veloce. Le poche dosi di Zmapp disponibili all’inizio dell’epidemia sono state usate su sette persone, due delle quali sono morte. Un numero troppo piccolo per fare congetture sull’efficacia. “È estremamente plausibile che un anticorpo contro il virus Ebola funzioni – afferma Susan Desmond-Hellmann della fondazione Gates – e anche che sia sicuro”.