“È sempre meglio denunciare perché dal giro dell’usura non si esce”. Tecnicamente non è un testimone di giustizia l’imprenditore Giuseppe Iennarella di Serra San Bruno, nel vibonese. Ha comunque denunciato i suoi usurai dopo che lo hanno ridotto sul lastrico. È in corso il processo e pochi giorni prima di un’importante udienza qualcuno gli ha incendiato due auto. È l’ennesima intimidazione dopo i proiettili lasciati sul cofano della macchina e un piccione impiccato al balcone della sua abitazione. Iennarella aveva un autosalone e un’agenzia di assicurazione. A causa della lentezza del sistema bancario nell’erogare un prestito si è rivolto agli strozzini: “Quando un commerciante rischia di perdere la sua azienda è disposto a rivolgersi a chiunque”. L’imprenditore racconta il suo viaggio nel mondo dell’usura. Un viaggio che inizia in maniera quasi gioviale con un piccolo prestito di 15 mila euro chiesto ad amici e che, subito dopo, lo costringe a pagare centinaia di migliaia di euro, a perdere l’azienda e a rischiare la vita. “A chi è sotto usura consiglio sempre di denunciare”, dice oggi Pino Iennarella, che descrive un mondo fatto di personaggi che gravitano negli ambienti mafiosi. “Ho paura della ‘ndrangheta, ma ho imparato a convivere con questa paura”  di Lucio Musolino