Il format vale più del conduttore? Potremmo riassumere così l’esordio dell’ex conduttore di Ballarò alla guida di Ottoemezzo, che per un po’ di tempo dovrà fare a meno di Lilli GruberUn esordio positivo, per quel che riguarda gli ascolti, visto che la puntata con Rosy Bindi e Marco Damilano ha ottenuto 1.218.000 spettatori e uno share del 4,60%: in linea, decimale in più, decimale in meno, con i risultati delle prime puntate della stagione condotte dalla Gruber.

L’ennesima prova, se ancora ce ne fosse bisogno, che la fidelizzazione dello spettatore è più nei confronti del programma che del personaggio che lo conduce. Soprattutto se, come ha fatto saggiamente Floris ieri sera, il nuovo arrivato evita di stravolgerlo. In fondo Otto e mezzo è uno dei pochi programmi di successo di questa difficile prima parte di stagione per La7 di Urbano Cairo, alle prese con un calo generalizzato di ascolti e un palinsesto forse troppo infarcito di talk show politici.

L’assenza prolungata di Lilli Gruber è stata al centro di illazioni, malignità e gossip giornalistici. Secondo molti il forfait sarebbe dettato da un fastidio ormai incontenibile nei confronti della nuova star della rete di Cairo. Ma proprio ieri ci ha pensato Enrico Mentana a chiedere rispetto per la collega: “Lilli Gruber sta male. Basta con questo indecente balletto”. E visto che si parla di problemi di salute, forse sarebbe il caso di seguire il consiglio del direttore e di sperare che Floris scelga di preservare il format da pericolose e controproducenti innovazioni. 

Eppure qualche segnale di discontinuità tra la gestione Gruber e il nuovo corso c’è stato. Giovanni Floris, abituato al formato lunghissimo di Ballarò (e anche del nuovo DiMartedì), sembra soffrire la durata breve (e lo si è visto in maniera lampante anche a 19e40, la striscia quotidiana sospesa in attesa del ritorno della Gruber) e incalza un po’ troppo l’ospite, non permettendogli di articolare un ragionamento di ampio respiro. Niente a che vedere, insomma, con la paziente Gruber che annuisce di fronte agli interventi degli ospiti, pronta a piazzare la zampata a tempo debito. Tra le lungaggini di Floris e Damilano, Rosy Bindi non ha avuto molto spazio, innescando il paradosso dell’ospite politico che parla meno dei giornalisti che avrebbero dovuto intervistarla. 

Dopo i disastrosi risultati di 19e40 e la sconfitta di DiMartedì contro il competitor diretto Ballarò (adesso condotto da Massimo Giannini), Giovanni Floris può finalmente tirare un sospiro di sollievo. Lilli Gruber ha fortemente personalizzato Ottoemezzo, ma il format funziona anche da solo, anche perché è piuttosto semplice, e Floris ha avuto la saggezza di non stravolgerlo. A La7, come ha ammesso il direttore del Tg Enrico Mentana, ormai si naviga a vista. E ora che Floris è al timone di una barca solida e collaudata, può godersi qualche settimana di bonaccia.