A Giovanni Floris dò un consiglio da amico: se invita “a me e a Crozza” vedrà che arriverà al 20-30% e forse anche al 50% di share. Così fregherà Giannini tranquillamente”. E’ l’appello lanciato ai microfoni de “La Zanzara”, su Radio24, dal senatore di Forza Italia Antonio Razzi. Destinatario del ‘’consiglio da amico”: Giovanni Floris. “Altro che Benigni” – sottolinea il parlamentare – “E chi è Benigni, scusi? Meglio di Crozza e di me? Vabbè, lui ha vinto il premio… che ha vinto? Lì a… ha vinto l’Oscar per quel film che io ho visto e mi è piaciuto molto, ci mancherebbe altro. E’ stato bellissimo, anche quei momenti con quel bambino che faceva i giochettini… Però adesso non credo che Benigni possa fare meglio di Crozza e di me”. E aggiunge: “Visto che Giovanni lo conosco e c’è questa reciproca simpatia tra di noi, io sono disponibile per la prossima puntata ad andare con Crozza. Ovviamente deve invitare pure Crozza”. Razzi poi ribadisce che Silvio Berlusconi è un “Archimede della politica” e che senza di lui il patto del Nazareno non ha nessuna ragione di esistere. Sulle indagini a carico di Tiziano Renzi, padre del premier, preferisce non pronunciarsi: “Come molte volte mi scappa di dire: ‘Mi son di Rovigo e non mi intrigo’. Non mi immischio in queste cose qui, perché io mi esprimo solo quando le cose ‘lo so’”. Il senatore di FI si dilunga poi sulla sua vita personale: “Mio figlio di 34 anni mi vuole molto bene e mi difende sempre dagli attacchi che ricevo. Lui dice sempre: ‘Se sento qualcuno che parla male di te, gli meno e gli spacco in due’. Gli ho detto: ‘Tu statti calmo e non fare niente, è quello che vuole la gente, così ti denunciano’. Mio figlio” – continua – “fa il venditore di elettrodomestici, prima faceva le cose di manicure… faceva le unghie alle donne. E’ un marpione come me, ha pigliato lu stesso sangue mio. Ha preso i vizi del padre quando era giovane”. E precisa: “Se mi nasceva un figlio gay, dovevo pigliarmelo pure così. Che volevi fa’? Lo volevi spara’?”. Elogi finali anche alla moglie: “Mi ha salvato: se oggi sono parlamentare, devo dire anche grazie a lei. Si dice che Cristo prima li fa e poi li accoppia. Si vede che a me ha accoppiato bene, meno male”. E conclude: “Senza mia moglie sarei morto. Avrei perso magari tutto il sangue, perché uno che fa tutti i giorni l’amore non credo che gli rimanga il sangue su. Prima di conoscerla, pensavo solo a quello, era automatico. Non c’era altro divertimento, non è che era come oggi coi giocattoli e i giochettini. Non ci stava manco la televisione allora” di Gisella Ruccia