Critiche ai governi europei, allarme sulla crescita che non arriva e anche una inedita scaramuccia con l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Marco Valli. Questi i temi dell’intervento del numero uno della Bce Mario Draghi, questo pomeriggio a Bruxelles in audizione di fronte alla commissione Affari economici e monetari del Parlamento Ue. Qui il presidente dell’Eurotower si è scontrato con il pentastellato che ricordava ironicamente “i miliardi dati alle banche dalla Bce dall’inizio della crisi. Non le sembra che l’unica cosa che si è ripresa siano state le tasche dei manager e i soldi che girano nelle mani dei broker?”, ha chiesto. Secca la risposta di Draghi: “Quando prendo le decisioni di politica monetaria non penso agli amici nella City o a Wall Street ma ai cittadini europei, all’inflazione, alla crescita, alla disoccupazione”.

Così come secco e sarcastico è stato il passaggio del suo intervento dedicato alla politica di bilancio degli stati europei: “Dove sono finiti gli ingenti risparmi che i governi hanno realizzato grazie alle misure della Bce?”. Il numero uno della banca centrale ha ricordato che finanziare i governi “non è un compito della Bce”. Ciò non toglie, ha evidenziato, che la riduzione dei tassi sui titoli di debito “in alcuni Paesi non è stata usata per abbattere il debito ma per finanziare nuova spesa”. Quali sono questi stati? Draghi non lo dice, ma di certo l’Italia è nella lista. Il tema, del resto, era già costato una lite tra il governo e il commissario alla Spending review Carlo Cottarelli, che aveva accusato il Parlamento di avere usato i risparmi dati (o a venire) dal suo lavoro per finanziare altra spesa. Mentre il debito pubblico del nostro Paese continua ad aumentare fino all’ultimo picco di 2168 miliardi nonostante – o forse proprio grazie – ai bassi tassi sul debito.

L’ALLARME SULLA CRESCITA – Per il resto, nel suo intervento il presidente dell’Eurotower ha ripetuto l’allarme che già era stato al centro del suo intervento all’Ecofin di Milano, due settimane fa: “La crisi sarà davvero finita solo quando tornerà la fiducia dell’economia reale, quando ci sarà di nuovo la volontà delle aziende di assumere rischi”. Draghi ha parlato di ripresa che “nell’eurozona sta perdendo un po’ d’impulso. Le prime informazioni che abbiamo ricevuto durante l’estate sono state più deboli del previsto”.

Il numero uno dell’Eurotower ha sottolineato che “mentre produzione industriale e ordini a luglio avevano dato delle indicazioni migliori del previsto, altre indicazioni hanno mostrato che il declino cominciato ad agosto non si è ancora arrestato”. Draghi ha poi aggiunto: “Un alto livello di disoccupazione e una crescita del credito debole continueranno a frenare la ripresa”. Per poi tornare, ancora una volta, a soffermarsi sull’importanza delle riforme da parte degli stati membri: “Le riforme coraggiose” sono la “chiave” per “migliorare l’ambiente economico” e “aumentare gli investimenti”. Per il numero uno della Bce il successo delle stesse misure di politica monetaria “dipende dalle riforme strutturali” che devono “migliorare la competitività”. Con un suggerimento agli stati che si muovono dentro ‘magri’ margini di bilancio e chiedono flessibilità per fare le riforme: “Per i Paesi che non hanno spazio fiscale – ha detto – è molto importante dare nuove priorità alle loro politiche di bilancio attraverso un consolidamento orientato alla crescita, ad esempio tagliando le spese improduttive. Nel Patto di stabilità ci sono margini di flessibilità per tutti, chi non ha margini di bilancio può ridistribuire le priorità orientandole alla crescita, cioè dando priorità a investimenti, abbassando le tasse e pensando di ridurre la spesa improduttiva, chi ha spazio segua le raccomandazioni”. Come a dire che la coperta è corta, certamente. E che è arrivato il momento di tirarla dalla spesa verso la riduzione delle tasse. 

Quanto all’impatto economico delle Tltro (il maxi finanziamento alle banche europee a tassi vantaggiosi) “è troppo presto” per fare una valutazione, ha rilevato poi il presidente della Bce, ma “si può già affermare che il loro annuncio ha avuto un effetto notevolmente positivo sul sentimento dei mercati finanziari”. La Bce, ha aggiunto “è ben preparata e consapevole” per la supervisione bancaria che si appresta a esercitare. Draghi ha inoltre ricordato che l’Eurotower traslocherà a breve “nella nuova sede, mentre nella vecchia resterà lo staff” del meccanismo di supervisione bancaria. E’ prevista la divisione “anche geografica delle funzioni”.