Il Movimento 5 stelle rinuncia alle Province. I consigli provinciali, nonostante la legge Delrio, saranno rinnovati con elezioni di secondo livello tra fine settembre e inizio ottobre. E Beppe Grillo sul blog scrive che i suoi non faranno parte del nuovo organo. Una decisione che tiene fuori l’M5s da alcuni posti chiave: Livorno, Parma, Ragusa, ad esempio, sono i territori dove avrebbero potuto pensare di conquistare la maggioranza di rappresentanti. Attivisti e meetup ne discutono da alcune settimane perché la posta in gioco non è da poco e avrebbe permesso di arrivare in alcuni posti chiave. “Da sempre ci battiamo contro questo organo”, ha detto a ilfattoquotidiano.it Filippo Nogarin, primo cittadino M5S di Livorno, “e quindi è giusto che ne restiamo fuori. E’ vero che non esserci renderà più difficile amministrare, ma la nostra è una posizione legittima”. Diversa la questione delle città metropolitane, gli enti di secondo livello che dai prossimi mesi andranno a sostituire dieci provincie: a fine luglio sul blog gli iscritti M5S hanno votato a favore dell’ingresso dei “portavoce” e ora la corsa è per la raccolta delle firme necessarie per la candidatura. Una gara contro il tempo che da Milano a Roma presenta molti ostacoli.

Grillo: “Non solo non hanno abolito le Province, ma sono riusciti a peggiorarle”
Il leader del Movimento 5 stelle si è scagliato contro le Province e ha motivato così la decisione di non partecipare alla spartizione delle “poltrone”. “Il Movimento”, ha scritto sul blog, “continuerà a non presentare le proprie candidature in un organo politico del quale auspica la soppressione. Non cediamo e non ci facciamo lusingare dalla prospettiva di acquisire poltrone o, addirittura, da eventuali vittorie in alcune elezioni provinciali”. In Parlamento, ricorda il leader grillino, il M5s ha proposto l’abolizione delle Province, “proposta boicottata da tutti i partiti, nessuno escluso”. Secondo Grillo “non solo non le hanno soppresse, ma sono riusciti perfino a peggiorarle. Le Province esistono ancora oggi e sono peggio di prima: i cittadini sono stati derubati anche di quella possibilità, seppur minima, di poter scegliere i propri consiglieri provinciali tramite elezione diretta. A nominarli saranno invece i sindaci e i consiglieri comunali di tutti i comuni della provincia, chiamati a votare fra loro stessi”. “Non solo – sottolinea Grillo – con la stessa legge Delrio sono aumentati i consiglieri comunali di 29.096 unità e gli assessori di 5.036 unità, alla faccia della riduzione dei costi e dei minori oneri”.

Città metropolitane: da Milano a Roma il problema sono le firme
Altra questione sono le città metropolitane. Otto enti, scelti con elezione di secondo grado che secondo la legge Delrio andranno a sostituire dal primo gennaio 2015 dieci province e diventeranno “enti locali di secondo livello”. Gli iscritti al Movimento 5 stelle con un sondaggio a fine luglio avevano dato la loro approvazione al progetto. Il timore è quello di non avere sottoscrizioni sufficienti. A Milano hanno depositato le liste senza aver raggiunto il numero di firme nella speranza poi di poter fare ricorso. Una decisione che ha provocato la reazione del segretario metropolitano del Pd, Pietro Bussolati, che nei giorni scorsi aveva espresso la disponibilità a mettere a disposizione le firme di alcuni consiglieri comunali del Pd per consentire al M5s di presentare una lista. “Nei giorni scorsi ho incontrato i responsabili per la lista del consiglio metropolitano del M5s e avevo ribadito la nostra disponibilità a supportare il movimento. Mi chiedo se in casa 5 stelle ci sia un problema di amnesie o se si tratti semplicemente di vittimismo – ha concluso -, il futuro si costruisce con il lavoro, non con le polemiche pretestuose”. Oltre a quella ‘senza firme’ del M5s, sono state presentate 4 liste: Lega Nord, Centrosinistra per la Città metropolitana (Pd, Sel, Rifondazione comunista, Milano civica), Insieme per la Città metropolitana (Fi, Fdi, Ncd) e La lista civica costituente per la partecipazione-la città dei Comuni (Radicali e comitato Milanosimuove). E’ ora al vaglio dell’ ufficio elettorale la regolarità della documentazione presentata

A Roma invece, l’M5s sta raccogliendo il sostegno di altri rappresentanti politici. “Da membro del Pd”, ha detto il coordinatore della maggioranza in Campidoglio Fabrizio Panecaldo, “partito che da sempre si batte per la difesa degli spazi di democrazia, ho deciso pertanto di firmare per la lista del M5S contribuendo al raggiungimento del numero di firme indispensabile alla loro partecipazione. E’ chiaro che questa mia scelta poggia sull’acquisito deposito della lista del nostro partito, e sul fatto che voterò con convinzione i candidati scelti dal Partito democratico: essa va quindi giudicata guardando alla sua sostanza democratica, e non certo pesata con la bilancia del salumiere”. Ha firmato per i 5 stelle anche Alfio Marchini“Aree metropolitane ennesimo papocchio. Firmare vostre liste per consentirvi di partecipare alle elezioni? Sì, per democrazia”, ha scritto su Twitter il consigliere, rivolgendosi direttamente ai 5 Stelle.

modificato dalla redazione web il 24 settembre 2014