Un accordo tra Apple e le maggior banche statunitensi farà sì che il gigante di Cupertino avrà un’altra cospicua fonte di incassi oltre alle vendite dei suoi prodotti. Ogni volta che un utente effettuerà un pagamento con il telefonino, la Mela incasserà una quota della transazione. Lo scrive l’agenzia Bloomberg, che cita tre fonti “che conoscono i dettagli dell’accordo”. I nuovi nati di casa Cupertino, gli iPhone 6 e iPhone 6 Plus, presentati ieri, mettono a disposizione degli utenti un nuovo servizio chiamato “Apple Pay” che consente di effettuare acquisti attraverso lo smartphone senza l’uso della carta di credito. La nova tecnologia ha alla base accordi con diversi grandi istituti, “tra cui JPMorgan Chase & Co., Bank of America Corp. e Citigroup Inc.“e il nuovo sistema è basato su un’intesa stretta con tre dei maggiori circuiti internazionali: Visa, Mastercard e American Express

In base agli accordi raggiunti, scrive Bloomberg, Cupertino incasserà una quota per ogni transazione effettuata, spiega all’agenzia una delle fonti, che ha voluto restare anonima. Il che garantisce alla Mela una fetta degli oltre 40 miliardi che le banche incassano ogni anno dai cosiddetti “swipe fees“, le commissioni interbancarie. “La tempistica dell’operazione è perfetta, tutto lascia pensare che questa operazione costituirà un punto di svolta – spiega Gavin Michael, digital chief di JpMorgan – abbiamo riscontrato tra i nostri clienti uno spostamento verso il canale mobile”.

Il settore degli acquisti via smartphone attraversa una fase di forte crescita. Secondo Forrester Research, entro il 2017 il volume d’affari complessivo toccherà quota 90 miliardi di dollari. Non è ancora dato sapere a quanto ammonterà la percentuale che finirà nelle casse della Apple, ma è probabile che vari in base al tipo di acquisto. Negli Stati Uniti in ogni transazione il commerciante paga circa il 2% del valore della vendita, mentre sul fronte delle banche gli swipe fee sono utilizzati dagli istituti per coprire il costo delle frodi subite. 

Apple, scrive Bloomberg, non ha voluto commentare. La stessa cosa hanno fatto JPMorgan, Bank of America e Citigroup. Ma in un testo introduttivo ad Apple Pay disponibile online si legge che i costi delle transazioni non ricadranno “né sugli utenti né sui venditori”.