La storia è questa: lo scorso maggio il critico musicale Dario Salvatori esprime la propria opinione sui talent show in generale e, in particolare, sui giudici-cantanti che li abitano, dicendo che “se non ci fossero questi talent show, la loro carriera andrebbe a rotoli”.

J-Ax non la prende bene e attacca Salvatori, con carinerie del tipo: “morto di fuffa che vive dentro la tv italiana, senza assolvere nessuno scopo pratico”, o ancora descrivendolo come “una via di mezzo fra Boss Hogg di “Hazzard” e un poser qualsiasi che si veste da vaccaro del Texas in trip da peyote senza aver mai avuto un callo sulla mano in vita sua”.

È di poche ore fa la notizia che Dario Salvatori abbia denunciato il rapper.

Solo una considerazione: ma è possibile che in questa periferia dell’impero ad un’opinione personale si debba sempre rispondere con conati di vomito? Non mi interessa stare dalla parte di Salvatori o di J-Ax; non mi interessa proprio parteggiare. A mio avviso è talmente evidente il fatto che Piero Pelù o lo stesso J-Ax sfruttino quel tipo di programma e la forza della tv a fini comunicativi e mediatici, che sarebbe un insulto alla propria intelligenza anche solo accennare d’essere d’accordo con Salvatori.

No, davvero non è questo il punto. La cosa raccapricciante è la reazione scomposta dell’ex degli Articolo 31.

Reazione che prosegue oggi, dopo la notizia della denuncia, sul suo profilo Facebook: “Qualche mese fa qualcuno ha provato a bullizzare me, la mia carriera e i miei fans e io ho risposto difendendo il mio lavoro qui su Facebook”. Falso: non hai difeso il tuo lavoro, hai offeso una persona che aveva espresso un’opinione e che – piaccia o no, facendo l’opinionista di professione – stava (lui sì) svolgendo semplicemente il suo lavoro.

J-Ax continua: “E, come tutti i bulli, invece di rispondere a sua volta, si è rivolto pavidamente a qualcuno di più forte di lui perché incapace di affrontare una persona che non abbassa il capo”. No: si è rivolto al proprio legale, perché si è sentito offeso, e ti ha denunciato. E la cosa è abbastanza oggettiva. Tutto qui Gei.

Fattene una ragione, c’è chi pensa che dopo gli Articolo 31 la tua carriera non sia propriamente epocale (e forse nemmeno prima, chissà). Capita a volte di avere delle opinioni differenti, sai?