Lei continua ad essere libera, ma la sua vicenda continua a far discutere. Dopo l’ordinanza della Provincia autonoma di Trento per catturare l’orsa Daniza – che il 15 agosto aveva aggredito un cercatore di funghi per difendere i suoi cuccioli -, un gruppo di animalisti ha occupato la sede dell’amministrazione. E ha chiesto la revoca del provvedimento – avallato dal ministero dell’Ambiente – che prevede la cattura dell’animale e l’uccisione “solo come estrema ipotesi”, nel caso in cui l’orsa rappresenti un pericolo per gli operatori (leggi).

Una decina di militanti del Partito Animalista Europeo, del Fronte Animalista e degli Irriducibili Toscani è entrata nell’ufficio dell’assessore provinciale all’Ambiente, Michele Dallapiccola, e ha appeso dalla finestra della stanza uno striscione con la scritta “Daniza libera“. L’assessore Dallapiccola ha precisato che ogni decisione dovrà essere presa dall’intera Giunta provinciale, che si riunirà giovedì prossimo. Gli animalisti hanno però rifiutato ogni dilazione e hanno detto di essere decisi a continuare l’occupazione fino a che la Provincia non annullerà l’ordinanza.  “Il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, ha determinato l’ordinanza di cattura dell’orsa Daniza con l’unico obiettivo di salvaguardare l’incolumità pubblica – ha commentato il presidente del Partito animalista europeo, Stefano Fuccelli – ma di fatto il risultato ottenuto è tutt’altro. Ha soltanto generato odio sociale con probabili rischi di scontri tra le opposte fazioni, e quando l’orsa verrà catturata, o peggio uccisa, la probabilità si trasformerà in certezza”.

Intanto Daniza continua a sfuggire alla cattura. Nella notte tra giovedì e venerdì (22 agosto) l’animale si è tenuto lontano dalla trappola a tubo. Alcuni testimoni l’hanno vista vicino al lago Serodoli, sopra Madonna di Campiglio, ma per ora l’orsa non si è fatta prendere. Per cercare di farla avvicinare, gli agenti provinciali hanno utilizzato anche del pesce ma lei non ha abboccato. Daniza è dotata di radio collare, per questo gli esperti della forestale riescono a monitorare ogni suo spostamento. Ma il trasferimento della trappola da un’area all’altra non è facile e richiede tempo. Se e quando sarà catturata, Daniza sarà costretta in un’area di circa 10mila metri quadri di terreno al Casteller, vicino a Mattarello. Una zona che dovrà dividere con Dj3, uno dei suoi figli. Se nella trappola dovessero finire anche i cuccioli, gli agenti dovranno liberarli e lasciarli andare, portando via solo la madre.

Anche sul fronte politico rimane alta l’attenzione sulla storia di Daniza. Forza Italia si schiera in suo favore, compiendo così una retromarcia rispetto alla posizione espressa dopo l’aggressione, quando il consigliere provinciale azzurro, Giacomo Bezzi, aveva dichiarato: “Ormai il numero di orsi presenti sul territorio è diventato incontrollabile”. Adesso la senatrice Manuela Repetti si è appellata al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e al presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi, chiedendo la revoca dell’ordinanza per catturare Daniza. “La proposta di Legambiente di monitorare il comportamento dell’orsa per poi intervenire con maggior razionalità, mi pare la scelta più giusta” ha sottolineato l’onorevole.

Anche la parlamentare Serena Pellegrino, capogruppo Sinistra ecologia e libertà in Commissione ambiente, è intervenuta: “La vicenda dell’orsa Daniza è l’ennesima dimostrazione dell’incoerenza delle politiche ambientali in Italia, in senso generale e nelle dislocazioni delle diverse competenze territoriali: in questo caso, si aderisce al progetto europeo per la reintroduzione degli orsi nell’habitat alpino salvo poi ritenere che proprio quell’habitat debba avere la fruibilità di un parco giochi cittadino”.

Chi non ha mai avuto dubbi su quale debba essere la sorte di Daniza è il web. L’orsa va salvata: lo dice un sondaggio condotto dal sito in lingua tedesca stol.it. Per gli intervistati l’animale ha semplicemente reagito a quella che credeva una minaccia per i cuccioli che aveva con sé. Il 13% degli intervistati è invece dell’avviso che Daniza possa essere ricoverata in un centro apposito, ma assieme ai suoi piccoli.