Sembrava ormai cosa fatta , invece, Federico Pizzarotti, sindaco a 5 Stelle di Parma, non parteciperà alla Festa nazionale dell’Unità di Bologna. Poco fa, con un post su Facebook, l’ha confermato. Ieri, 13 agosto, ilfattoquotidiano.it aveva dato in anteprima la notizia della sua adesione alla kermesse. Il Pd di Bologna, infatti, aveva confermato che Pizzarotti avrebbe partecipato ad un dibattito sull’agroalimentare, tema caro al primo cittadino anche in vista del salone internazionale dell’alimentazione “Cibus” che Parma ospiterà nel 2016. In serata però lo staff del sindaco di Parma ha comunicato al Pd che Pizzarotti non avrebbe partecipato e oggi lo stesso sindaco (che attualmente è negli Usa) ha scritto sulla sua pagina facebook: “Non andrò alla festa dell’Unità di Bologna e non comprendo come mai abbiano inserito il mio nome quando non ho mai confermato la mia presenza. Questo lo ritengo un problema di professionalità degli organizzatori”. 

Sulla mancata presenza del primo cittadino alla kermesse, però, il Pd di Bologna e Pizzarotti e i suoi danno due versioni completamente diverse. “Pizzarotti – sostiene Davide Di Noi, responsabile della comunicazione del Pd bolognese – aveva risposto al nostro invito alla Festa assicurando che, se il dibattito al quale veniva invitato fosse stato incentrato su un tema di suo interesse, avrebbe senz’altro partecipato”. “Quando abbiamo comunicato al suo staff il tema della serata – prosegue – gli abbiamo anche fornito un ventaglio di date fra cui Pizzarotti avrebbe potuto scegliere. Il suo staff ci ha detto chiaramente che Pizzarotti contava di venire e che restava solo da mettersi d’accordo sulla data”. “Ieri sera però – racconta – lo staff del sindaco mi ha comunicato che non avrebbe partecipato al dibattito per ‘sopraggiunti impegni istituzionali’. Abbiamo proposto di trovare un’altra data, perché per noi è molto importante la partecipazione di Pizzarotti, ma ci è stato risposto che il sindaco non poteva in ogni caso venire per impegni personali“. “Spero – conclude – che ci sia davvero un problema di impegni e non ci siano altri motivi dietro la sua decisione”.

Molti infatti, nel Pd, sospettano che Pizzarotti, dopo che è stata resa pubblica la sua partecipazione a Bologna (dove si svolge la più importante delle feste democratiche, proprio perché nazionale), abbia ricevuto pressioni dai vertici del Movimento Cinque Stelle e dalla rete per non partecipare e che, anche dopo i passati screzi con Grillo, non abbia voluto esasperare la situazione. Già in queste ore molti attivisti sul web e sui social network hanno attaccato Pizzarotti per la sua adesione alla Festa dell’Unità. 

Lo staff di Pizzarotti, tuttavia, racconta una storia diversa. “Non abbiamo mai assicurato l’adesione del sindaco alla Festa – garantisce – ma non perché è organizzata dal Pd. Pizzarotti ha già partecipato ad altre feste dell’Unità in passato. Semplicemente non sapevamo se il sindaco, vista la sua fitta rete di impegni, ce l’avrebbe fatta e abbiamo chiesto di poter dare una risposta entro il 15 agosto”. “Da parte del Pd – rimarca lo staff – è stato davvero poco professionale annunciare la sua partecipazione quando ancora non avevamo dato una risposta”. “Risposta – spiega – che abbiamo dato ieri sera dopo aver constatato che per Pizzarotti sarebbe stato impossibile partecipare”. “Però – assicura lo staff – il rifiuto del sindaco non è legato al fatto che si tratti di una festa dell’Unità”. 

Pizzarotti, d’altra parte, su Facebook ricorda che non è la prima volta che partecipa ad una festa dell’Unità e annuncia che interverrà a quelle di Pesaro e Forlì. “A queste feste – dice – sono già stato e ho avuto modo di raccontare ai presenti l’enorme valore e contributo che il MoVimento ha portato in Parlamento e nei Comuni. Questo è ciò che importa. Sarò alla festa di Forlì e di Pesaro per raggiungere quei cittadini che, altrimenti, non avrebbero l’opportunità di conoscerci. E aggiunge: “Quando mi invitano a questo genere di iniziative vado per parlare di temi legati alla mia amministrazione, alla mia città, all’idea di comunità e di Paese. E quando parlo, lo faccio verso le persone presenti nel pubblico, che non sono meno cittadini degli altri, non sono meno italiani degli altri. Racconto loro la nostra idea di città e di Paese, l’idea del MoVimento 5 Stelle. Arrivare alla gente che non ci percepisce, che non crede in quello che facciamo: nessuno mi paga per farlo, è la passione che mi spinge. Raccontare le nostre verità tra di noi è facile, a vicenda ci daremo ragione. Raccontarle a chi non crede nella nostra politica è molto più difficile. Ma è una sfida che si può vincere”.