La cura di Urbano Cairo per La7 inizia a dare i suoi frutti. Il taglio dei costi imposto dall’editore e presidente del Torino, che ha comprato la rete tv da Telecom Italia Media nel marzo 2013, ha infatti portato in positivo i margini dell’emittente: nel primo semestre dell’anno il canale televisivo ha generato un margine operativo lordo positivo di 4,9 milioni di euro, contro i 28,7 milioni di perdita operativa dell’analogo periodo del 2013 e i 62,9 dell’intero 2012. Nel comunicato diffuso dopo la riunione del consiglio di amministrazione di Cairo Communication, a cui fanno capo oltre a La7 anche Cairo Editore, Editoriale Giorgio Mondadori e Cairo Pubblicità, si legge che “il gruppo ha continuato a conseguire risultati fortemente positivi nei suoi settori tradizionali (editoria periodici e concessionaria di pubblicità) e perseguito il consolidamento dei risultati degli interventi di razionalizzazione dei costi del settore editoriale televisivo (La7) implementato negli otto mesi di attività del 2013″. La tv di Cairo, che a titolo personale è anche proprietario del 3,6% dell’editore del Corriere della Sera, Rcs, ha totalizzato nel semestre 63 milioni di ricavi a fronte di costi poco superiori ai 58 milioni. Tra gennaio e giugno del 2013, invece, le entrate erano ammontate a 60 milioni ma i costi, tra stipendi e acquisto di beni e servizi, erano di 84,6 milioni. L’indebitamento netto al 30 giugno ammontava poi a 121 milioni contro i 115,8 del dicembre 2013.

Per quanto riguarda l’audience, la nota della società riporta che nel semestre lo share è stato del 3,6% nel giorno medio e del 4,24%, sempre in media, nel “prime time”, cioè la prima serata. Stando alle rilevazioni Auditel, nel mese di gennaio la rete su cui dal prossimo autunno andrà in onda anche Giovanni Floris ha raggiunto in prima serata uno share medio del 4,14%, sceso al 3,97% in giugno. 

Nel complesso il gruppo Cairo ha chiuso il primo semestre con un utile netto di 14,5 milioni di euro, in calo rispetto ai 63,6 milioni di un anno fa quando il gruppo aveva però beneficiato di 55,1 milioni di proventi non ricorrenti associati all’acquisto di La7. I ricavi si sono attestati a 142,2 milioni di euro, in lieve calo rispetto ai 143,4 milioni del primo semestre dello scorso anno. Il margine operativo lordo e il risultato operativo dei primi sei mesi sono saliti rispettivamente a 16 (+27,6%) e 14 milioni di euro (+27,5%). Nel secondo semestre 2014 il gruppo “considera realizzabile l’obiettivo di continuare a conseguire risultati gestionali positivi”. Il comunicato diffuso dopo la riunione del consiglio di amministrazione ricorda anche che la controllata Cairo Network ha partecipato alla gara per le frequenze televisive digitali indetta dal ministero dello Sviluppo economico aggiudicandosi i diritti d’uso di un lotto per vent’anni. Poco dopo il gruppo si è alleato con Ei Towers, l’azienda delle torri televisive che fa capo alla famiglia Berlusconi, per realizzare e gestire la nuova rete destinata a nascere sulle frequenze acquistate.

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