Diciannove persone sono morte nella regione di Donetsk, nell’Ucraina orientale, nel corso degli ultimi combattimenti fra le truppe dell’esercito e i separatisti filo-russi. Lo rende noto l’amministrazione regionale, affermando che nelle ultime 24 ore sono stati 31 i feriti portati in ospedale. Nei combattimenti in cui l’esercito ha incrementato la propria spinta per fermare i ribelli, sono stati colpiti dei condomini a Donetsk, la capitale regionale. La città, in cui vive circa un milione di persone, è uno dei principali teatri degli scontri fra esercito e ribelli. Secondo Petro Poroshenko, i miliziani separatisti dell’Ucraina orientale tengono prigioniere 151 persone. Lo ha detto ieri sera il presidente ucraino in un incontro a Gorlivka con le madri e le mogli dei militari di Kiev liberati recentemente: 17 secondo il capo di Stato. Poroshenko ha quindi sottolineato che la liberazione dei prigionieri è una priorità per il governo ucraino e che dovrebbe essere uno dei temi di cui discutere al vertice Kiev-Mosca-Osce che potrebbe svolgersi domani a Minsk.

Strage a Gorlivka: 36 morti
Sono almeno 36 le persone uccise e una sessantina quelle rimaste ferite dal 27 al 29 luglio nei bombardamenti con pezzi di artiglieria che hanno colpito Gorlivka, cittadina non lontana dall’importante centro di Donetsk. Lo fa sapere l’agenzia Interfax citando la protezione civile locale. Sono 19 le vittime contate solo tra lunedì e martedì. I separatisti filorussi hanno segnalato altre 22 vittime a Lugansk. Le immagini trasmesse dalla televisione russa mostrano corpi su sedie a rotelle coperti da teli. Attacchi anche nel centro di Donetsk, la principale roccaforte dei comandanti separatisti. Un giornalista di Associated Press racconta di grossi buchi nelle pareti di  un condominio nel centro della città, dove sembrava che fino ad ora il governo di Kiev non avesse ancora sferrato un attacco. Nonostante il governo neghi, i ribelli lo accusano di usare artiglieria pesante contro i quartieri residenziali, con alto rischio per i civili.

“Accordo Ue per nuove sanzioni a Mosca”
Se ne parla da giorni, ora sembra sia arrivata l’intesa. Il Coreper, il comitato dei rappresentanti permanenti dell’Unione europea, ha trovato un accordo sulle sanzioni economiche da applicare alla Russia a causa dell’escalation della crisi in Ucraina. Le misure restrittive colpiranno l’accesso delle banche russe al mercato dei capitali, l’import di armi, i beni a uso sia civile che militare e le tecnologie legate all’energia. Il pacchetto di nuove sanzioni “è un segnale potente ai leader della Federazione Russa: destabilizzare l’Ucraina, o qualsiasi altro Paese orientale confinante, porterà alti costi alla sua economia”, così il presidente del Consiglio Ue Van Rompuy che definisce le misure un “forte avvertimento“. 

Fmi: “Se si toccano le forniture di gas, conseguenze negative per l’Europa”
Il Fmi sottolinea che, se le sanzioni contro la Russia si intensificheranno, colpendo le forniture di gas naturaleall’Europa e indebolendo le banche, il conflitto Russia-Ucraina potrebbe avere conseguenza negative anche sul territorio europeo. Sanzioni che, secondo la stessa Unione è inevitabile che “avranno un costo” sull’economia Ue. Le sanzioni approvate saranno valide per i prossimi 12 mesi e una revisione sarà condotta “a breve”, anche per valutare gli impatti effettivi ed effettuare eventuali aggiustamenti tecnici. In ogni caso le sanzioni potranno essere ritirate in “qualsiasi momento” se la Russia deciderà di collaborare pienamente per la soluzione della crisi ucraina.

Nazioni Unite: “1.100 morti in 4 mesi”
L’utilizzo di razzi senza sistemi di guida nei combattimenti fra i ribelli e l’esercito ha prodotto un notevole aumento delle vittime nelle ultime settimane, ed è stato criticato dai gruppi per i diritti umani. Secondo le Nazioni unite sono almeno 1.129 le persone uccise in Ucraina fra metà aprile, quando sono iniziati i combattimenti, e il 26 luglio. “Le notizie di sempre più intensi combattimenti nelle regioni di Donetsk e Luhansk sono estremamente allarmanti, con entrambe le parti che utilizzano armi pesanti in zone abitate, tra cui artiglieria, carri armati, razzi e missili“, ha dichiarato ieri l’Alta commissaria per i diritti umani delle Nazioni uniteNavi Pillay.

Cremlino: “Il rapporto dell’Onu è parziale e ipocrita”
“Parziale e persino ipocrita“. Così Mosca ha definito il rapporto dell’Alta commissaria per i diritti umani delle Nazioni Unite, Navi Pillay sulla situazione nell’est dell’Ucraina. Secondo il portavoce del ministero  del ministro degli Esteri russo, Aleksandr Lukashevich, “il documento legittima il governo ucraino a usare la forza per riportare la legge e l’ordine nella parte orientale del paese”, giustificando “di fatto l’operazione punitiva dell’esercito ucraino”. “I fatti vengono distorti”, ha aggiunto Lukashevich sostenendo che nel documento manca la richiesta “di fermare immediatamente l’operazione punitiva condotta da Kiev”, ha aggiunto il ministro degli Esteri. Mosca esorta quindi le agenzie delle Nazioni Unite “a compiere sforzi per non giustificare la violenza delle autorità ucraine, ma promuovere il dialogo tra Kiev e i rappresentanti della parte orientale del paese per riportare la pace nella regione”. 

Aereo caduto, esperti non riescono a raggiungere l’area
Per la terza volta, gli investigatori australiani ed olandesi sono stati costretti a rinunciare al tentativo di raggiungere l’area dello schianto del volo MH17 della Malaysia Airlines, l’aereo abbattuto il 17 luglio mentre sorvolava l’Ucraina orientale. Lo ha annunciato la polizia australiana spiegando che la decisione è stata presa a causa degli “intensi combattimenti” nella zona. Nuovi tentativi di raggiungere il luogo del disastro verranno fatti quando l’area sarà messa in sicurezza. Lunedì 28 le forze di Kiev hanno assunto il controllo di una porzione di territorio situata nei pressi della zona in cui è precipitato l’aereo della Malaysia Airlines. 

Mosca usò i missili, le mappe Usa
Scontro tra il Dipartimento di Stato americano e il Cremlino, dopo che gli States hanno diffuso immagini satellitari che proverebbero il lancio di razzi da Mosca al confine con l’est dell’Ucraina. In una conferenza stampa televisiva, l ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha negato l’autenticità delle mappe, chiedendosi in conferenza stampa come mai ci siano voluti “più di dieci giorni” per rilasciare le immagini. Dai fotogrammi si vedono i missili sparati da Mosca tra il 21 e il 26 luglio, dopo l’abbattimento del volo MH17 della Malysia Airlines, avvenuto il 17.

British Petroleum: “Le sanzioni ci danneggeranno”
Ulteriori sanzioni internazionali contro la Russia potrebbero danneggiare la compagnia petrolifera britannica Bp, che ha una rilevante partecipazione nel colosso energetico russo Rosneft. Lo ha reso noto la stessa compagnia britannica. “Se verranno imposte nuove sanzioni internazionali su Rosneft o se saranno ampliate quelle sulla Russia, ci potrebbe essere un impatto negativo sui nostri obiettivi strategici in Russia, sulla nostra posizione finanziaria e sui risultati delle operazioni”, afferma la compagnia.