Sarebbe bello sapere in quale contesto – storico, politico, in riferimento a cosa, durante quale discorso – Amintore Fanfani ha pronunciato la frase “In politica le bugie non funzionano”. Maria Elena Boschi, ministra delle Riforme, ha ripetuto in aula quelle parole, ma siccome le citazioni vanno su tutto, come il beige, non sarebbe carino chiederle conto della genesi esatta di quelle parole. Insomma, tocca accontentarsi. E che la ministra Boschi abbia citato Fanfani, che tra piano casa e nazionalizzazioni oggi sarebbe una specie di rivoluzionario, non può che far piacere: hanno dunque anche qualche riferimento “di sinistra”.

Ma veniamo alla famosa frase: “In politica le bugie non funzionano”. Chissà cosa ne pensa Matteo Renzi. Uno che tra dicembre 2013 e febbraio 2014 disse cose come “Letta mangerà tanti panettoni”, o “Il Presidente del Consiglio per il 2014 di chiama e si chiamerà Letta”, o “Nessuno trama contro Enrico Letta”, o “Mai a Palazzo Chigi senza elezioni”. È strano che Matteo Renzi non abbia letto Fanfani, e dunque dobbiamo dedurre che se l’ha letto non ne ha tenuto conto. Possiamo perdonare invece a Fanfani di non aver visto in azione Renzi: l’avesse fatto forse non avrebbe pronunciato quel bizzarro aforisma.

Ma sia. Non si dica che si contesta una frase per attaccare la politica del governo. E in effetti il discorso su politica e bugie è assai più ampio attraversa epoche e legislature, fende, diciamo così, sia la politica che le bugie. Divertente, per esempio, che proprio mentre la ministra Boschi consegnava al mondo quelle perle di saggezza fanfaniana, gran parte della tifoseria renziana assistesse in estasi mistica al discorso autocelebrativo di Tony Blair in occasione del ventennale della sua elezione a premier britannico.

Lacrime e profonda ammirazione rimbalzavano su Twitter e Facebook, ma nessuno che ricordasse il famoso premier inglese esporre le sue “scientifiche e inoppugnabili prove” sulle armi di distruzioni di massa di Saddam. Prove che, si seppe in seguito, il grande Tony Blair aveva raccattato su internet come i ragazzini pigri delle medie quando fanno le ricerche con il taglia-e-incolla. Ecco un caso, uno dei tanti, su cui verificare l’affermazione di Fanfani rilanciata dalla Boschi: “Le bugie in politica non funzionano”. A chi lo chiediamo: alle centinaia di migliaia di civili innocenti morti in quella guerra che fu scatenata da una bugia? O ai postmoderni cantori italiani del blairismo? Insomma, comunque la mettiate, il combinato di politica e bugie ha ammazzato parecchia gente.

Che poi, a dirla tutta, questo fatto delle bugie che in politica non funzionano fa un po’ ridere, detta da un ministro delle Riforme che si vanta davanti all’aula dell’appoggio di Forza Italia alle sue riforme. La più grande fabbrica di bugie mai vista in politica, insomma, dal milione di posti di lavoro all’aiutare chi è rimasto indietro, a meno tasse per tutti, passando ovviamente per il classico dei classici (la nipote di Mubarak), si è trovata l’altro giorno ad applaudire una frase che smentirebbe, se fosse vera, tutta la sua storia. Dunque, a farla breve e senza nulla togliere a Fanfani buonanima, si può dire che la frase pronunciata con la veemenza dei missionari dalla ministra Boschi è, né più né meno, una bugia. Di più: è una bugia in politica. E a giudicare dai commenti benevoli dei giornali allineati e coperti che hanno lodato quel discorso, ha funzionato. Alla grande.

@AlRobecchi

Il Fatto Quotidiano, 24 luglio 2014