Haaretz.comMiseria della filosofia, quando il filosofo si annoia comincia a “spararle grosse”. Così Vattimo lancia dai microfoni di Radio24 un’arringa contro Israele e il complotto giudaico-massonico-plutocratico razionalista che protegge uno stato di nazisti, imperialisti, consumisti, colonialisti contro schiavi indifesi. Non importa che dal 1994 la striscia di Gaza abbia diritto di autogoverno e che nel 2005 Israele abbia ritirato i coloni da Gaza in un piano di ritiro unilaterale che seguì gli accordi di Oslo.

Non importa, perché nel pensiero debole di Vattimo i fatti non contano: solo le interpretazioni. Dunque, chi se ne frega di parlare sul serio, di andare a guardare quel che veramente succede, tanto quel che ci viene detto dalle tivù e dai giornali è tutto falso, manipolato da un gruppo di templari – a seconda dei casi ebrei, massoni o milionari – che tengono i fili di noi marionette postmoderne senza soggettività e senza libero arbitrio costrette a muoverci al ritmo della recita collettiva che ci viene imposta dall’alto. Ma per favore, non prendiamoci il disturbo di dare informazioni responsabili agli altri: gli ebrei sono nazisti, non importa che Israele sia una democrazia elettorale con tanto di partiti di opposizione, movimenti di sinistra e giornali criticissimi dei loro governi (si veda www.haaretz.com). Hamas ha “razzetti per bambini” e dunque se ogni tanto un cittadino israeliano ne riceve uno sulla testa o in giardino, che problema c’è? Lo sposta! E certo, il filosofo settantottenne sarebbe pronto ad andare a sparare agli israeliani e forse a tutti gli ebrei in nome di un allegro terrorismo internazionale a cui l’esponente del pensiero debole vorrebbe partecipare se non fosse che, purtroppo, fu esentato a suo tempo dal servizio militare perché figlio di madre vedova.

Scherziamoci pure sopra e diciamo quel che ci pare, è questa la sinistra liberata, quella che pensa davvero “fuori dai giochi” e che non fa compromessi con il Diabolico Complotto Internazionale. E così almeno al bar di Torino ci divertiamo a scherzare con gli amici, tanto i razzi da noi in centro non arrivano e nemmeno quei poveri cristi dei palestinesi costretti a fuggire da una terra infernale, schiacciati tra la follia di Hamas e la violenza israeliana. Almeno così ci divertiamo. Perché, come diceva il suo maestro Heidegger, unico vero nazista qui dentro – ma anche quello, che importa -: “La vera emergenza è la mancanza di emergenza”. Non succede più nulla che ecciti un po’ gli spiriti ribelli. E allora sì: prendiamo i fucili e le pistole, organizziamo brigate internazionali e andiamo a sparare agli israeliani. E accettiamo anche la legge della sharia che condanna a morte gli omosessuali (parole dello stesso Vattimo nell’intervista) pur di sparare, anzi di spararle grosse. Perché in fondo la sola cosa importante nel nostro paese è spararle grosse, convincere lettori, cittadini e studenti che sono tutti manipolati dietro un velo di false informazioni e che l’unica verità è nascosta chissà dove e non sognarsi di dire loro che purtroppo non esiste la verità, che non c’è un complotto giudaico-massonico plutocratico e nessuno che ci nasconde nulla.

Ci sono solo situazioni altamente complesse, non lineari e imprevedibili, rapporti di forza disumanamente squilibrati e attriti difficilissimi di un mondo che parte in tutte le direzioni perché procede a velocità etiche, economiche e culturali troppo distanti, incommensurabili. Compito del filosofo è aiutare a fornire strumenti concettuali per capire tutto questo, fare distinzioni, rispettare i fatti? Macché, quella è roba da assolutisti che credono che là fuori ci sia davvero gente che spara e che muore. Invece Vattimo invoca: “più parole e meno fatti!”. Urliamo che andiamo a sparare agli israeliani, evviva le brigate internazionali, cantiamo qualche numero delle osterie, tanto poi non succede nulla, e l’idea che le parole abbiano un’influenza sulla realtà, che le parole siano fatti, non ci sfiora neanche per ridere. Perché in Italia si sa: la situazione è sempre grave, ma mai seria. Dunque non prendiamoci sul serio e nemmeno prendiamo sul serio quei poveri morti nelle strade di Gaza, che con Israele dovranno convivere per omnia saecula saeculorum, pace le nuove Brigate Internazionali di Vattimo.

Che peccato che le menti migliori non facciano lo sforzo della serietà. Speriamo che le nuove generazioni politiche e intellettuali di sinistra in Italia aiutino i nostri dinosauri nella più ardua impresa che occupa tutti noi nella vita: diventare grandi.