“Ah, il Fatto Quotidiano… Bene…”. La telefonata con Emilio Fede inizia con qualche secondo di silenzio. Si chiuderà tra le urla.

Direttore, la sento già perplesso…

Non sono perplesso, sono allucinato. Si mette insieme una vicenda, un’indagine importante, con un mascalzone patentato. Io rispondo in pieno delle parole rese a Di Matteo e a quell’altro… lì… i magistrati di Palermo. Ma non intendo rispondere di quello che mi mette in bocca questo farabutto.

Gaetano Ferri è un farabutto?

Guardi, basta che si fa una ricerca su Gogòl. Disertore, truffatore, delinquente. È stato in carcere.

Come l’ha conosciuto?

Quando è uscito di galera mi ha chiesto aiuto. Mi ha fatto impietosire. L’ho portato alla palestra di Angelo Caroli, in Corso Venezia, a Milano. Voleva fare il personal trainer. Mi ha fatto da allenatore per un po’. E lo sa come mi ha ripagato quel figlio di…? Registrava ogni parola che gli dicevo.

Quindi è sua la voce che parla dei “70 conti di Dell’Utri”?

(Alza il volume, ndr) Ma che cazzo dice? Ma secondo lei sono scemo? Ma che ne so dei 70 conti esteri? Ma siamo pazzi?

Non si arrabbi, mi spieghi.

Ferri è un montatore bravissimo, minuzioso. Ha preso i miei discorsi e li ha ribaltati, parola per parola.

Ha tagliato ogni parola?

Ti faccio un esempio: io parlo a un mio amico di “un giornale di diffamatori”. Dopo qualche minuto quell’amico mi chiede: “Cosa ne pensi di Padellaro?”. E alla fine mette la sua domanda prima del mio discorso, come se avessi parlato male del Fatto.

Quando lei parla di “mafia… soldi… Berlusconi”, hanno montato proprio ogni singola parola?

(Alza di nuovo la voce, ndr) Adesso mi stai facendo incazzare! Stai difendendo un delinquente.

Non difendo nessuno, direttore…

Ferri è un delinquente!

L’ha denunciato?

Certo. A maggio, alla Procura di Monza. Ricatto, tentata estorsione calunnia

Perché i suoi nastri sono stati depositati agli atti del processo sulla trattativa Stato-mafia?

È un truffatore. Un disperato. Ha fatto il giro dei giornali per tentare di vendere quegli audio. Ancora dieci giorni fa mi chiedeva 300 euro per pagare l’affitto. Qualcuno ci sarà cascato, magari il Fatto. I magistrati dovrebbero arrestarlo!

Se i nastri sono contraffatti, lo faranno senz’altro, non crede?

(Ricomincia a urlare, ndr) State difendendo un truffatore!

Direttore, non dica così.

Mi stai rompendo i coglioni su un truffatore! Ma vaffanculo! (Clic. tu tu tu tu tu…)

Da Il Fatto Quotidiano del 23 luglio 2014