Inaugurata più di un anno fa e ancora lontana dall’essere un’infrastruttura a pieno servizio. La stazione ad alta velocità Mediopadana di Reggio Emilia, progettata dall’archistar Santiago Calatrava e costata 79 milioni di euro, ad oggi è ancora una cattedrale nel deserto. Un monumento maestoso in una terra di passaggio, a un chilometro dal casello autostradale e a quattro dalla città emiliana, con treni che ogni giorno si fermano per trasportare meno di 50 viaggiatori. Un risultato ancora sotto le aspettative, se si pensa che nel progetto iniziale i passeggeri giornalieri previsti all’apertura del servizio erano 2750 e che l’obiettivo auspicato dagli amministratori al momento dell’inaugurazione, era di trasportarne molti di più.

Numeri delusi dai dati resi noti solo pochi giorni fa da Rfi, secondo i quali dallo scalo ad Alta velocità ogni giorno passano circa 160 treni di Italo e Trenitalia, di cui però solo 32 fanno sosta, per un totale di 1500 viaggiatori che frequentano la stazione. Il che significa circa 46 persone in media per convoglio. Così poche, che per un anno la gigantesca struttura a forma d’onda, lontana dal centro abitato, è andata avanti senza nemmeno un bar. Il servizio arriverà nei prossimi mesi, “segno tangibile e positivo – commenta il neosindaco Pd Luca Vecchi – di quanto buone sinergie tra enti possano produrre buoni risultati per una valorizzazione positiva del territorio e dei servizi alle persone”.

Se 1500 persone al giorno sono una cifra non troppo lusinghiera per la grande opera emiliana, visto che il bacino potenziale d’utenza su cui insiste l’infrastruttura, dal veronese alla linea Modena-Parma, è di 2 milioni di persone, per Fs e il Comune questo è un nuovo punto di arrivo. “Quelle cifre sopra i 2mila utenti erano da intendersi con la stazione a pieno regime, e per questo ci vorranno da cinque a dieci anni – precisa il dirigente comunale di Reggio David Zilioli – Questa infrastruttura è una novità, perché essendo fuori dal centro abitato, non c’erano dati di partenza, era difficile fare stime precise. Ma avere 1500 utenti dopo solo un anno è già un grande risultato”. Anche per Fs i numeri sono più che soddisfacenti, dal momento che si partiva da zero, e anche alla luce del recente incremento di treni che sostano alla stazione, che da 20 sono passati a 32.

Il problema però, più che i treni, rimangono i viaggiatori, che per ora di invasioni nella nuova stazione, non ne hanno fatte. Della questione si era occupato mesi fa l’ex consigliere comunale Cinque stelle Matteo Olivieri, che aveva paragonato i dati del servizio di trasporto regionale ferroviario della stazione centrale di Reggio, utilizzato da 14mila persone, a quello della stazione ad Alta velocità. “Ancora pochi i passeggeri. Siamo diventati come Arezzo – attaccava Olivieri – dove i treni si fermavano solo perché era la città di Fanfani. Il resto dei soldi ce li mettiamo noi con le nostre tasse”.

Di certo, finora alla stazione i flussi che si prevedevano devono ancora arrivare. Il Comune della città emiliana sta lavorando sui collegamenti con le province vicine, che per ora però sono fermi al palo. La Mediopadana si può raggiungere dalla stazione di Reggio Emilia con un servizio di metropolitana di superficie e con autobus. Dalle altre città come Parma e Modena però non sono ancora attive navette né su gomma né su ferro, quindi l’unico snodo per ora rimane la città di Reggio Emilia, anche se il Comune si sta attivando con Autostrade per progettare un’uscita direttamente sulla Mediopadana, che è ben visibile dal tratto dell’A1.

Una dimostrazione del lavoro in atto è il progetto europeo Enter.hub (Programma Urbact II), un protocollo d’intenti che coinvolge città europee di medie dimensioni per promuovere le aree circostanti alle stazioni dell’Alta velocità, di cui il Comune di Reggio Emilia è ente capofila. “Nel caso di Reggio – spiega il sindaco Vecchi – l’attenzione è focalizzata su come mettere in relazione la stazione con la città, a partire dalla gestione degli spazi interni, che sono opportunità di connessione tra la rete ferroviaria Av e il territorio. La nostra stazione – ha continuato – presenta già un’interazione funzionale con la città e il territorio sul piano dei collegamenti pubblici urbani e interurbani, dai collegamenti ferroviari a quelli bus e ai taxi. La dotazione di parcheggi è aumentata ulteriormente: siamo a quota 650 posti auto”.

A inaugurare la Mediopadana lo scorso anno, l’8 giugno 2013, erano stati l’ex sindaco di Reggio e sottosegretario alla presidenza del consiglio Graziano Delrio insieme a Romano Prodi e a Pier Luigi Bersani, ma ancora prima del taglio del nastro sull’opera di Calatrava era calata l’ombra delle infiltrazioni mafiose, con due fascicoli aperti sull’affidamento dei lavori. Come se non bastasse, pochi giorni dopo l’apertura, un altro smacco era stato quello della pioggia che filtrava dalla copertura dell’opera, non ancora del tutto completata. Ora che il cantiere è terminato, il problema più grande è quello di riempire la stazione.