Doppio stipendio in Regione Lazio? Sembra accada anche questo a via della Pisana. Protagonista il presidente del Consiglio regionale Daniele Leodori che avrebbe percepito, per un determinato periodo, sia la retribuzione pertinente alla sua carica, sia quella relativa al suo inquadramento come impiegato della stessa Regione. Proprio quest’ultimo stipendio è finito nel mirino visto che Leodori è in aspettativa senza retribuzione da gennaio 2013, quando ha deciso di candidarsi alle ultime elezioni regionali con il Partito democratico. Aspettativa confermata, dopo il voto, da una determinazione dirigenziale a firma di Luca Fegatelli, l’uomo dei 10 incarichi arrestato per la vicenda rifiuti che ha travolto il ras della monnezza Manlio Cerroni. “E’ stato un errore tecnico” si difende Leodori che ha già restituito la somma.

A sollevare il caso sono ora i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle che hanno presentato un’interrogazione urgente al presidente Nicola Zingaretti e una richiesta di accesso agli atti per fare pienamente luce sulla vicenda. “Il fatto che Leodori abbia continuato a percepire lo stipendio da dipendente mentre era consigliere – sottolinea Silvana Denicolò, capogruppo dei 5 Stelle in Regione – è una violazione palese della legge con il concorso di tutto il vertice dell’amministrazione del Consiglio Regionale. Non è possibile che in una Regione che non ha fondi per aiutare i cittadini ci sia chi accumula doppi stipendi pubblici. Inoltre abbiamo chiesto agli uffici competenti l’estratto conto e il dettaglio delle somme corrisposte dalla Regione Lazio in favore del dipendente Leodori, a titolo di retribuzione e stipendi, tra il gennaio 2013 e il giugno 2014. Il salario ammonta a circa 1600 euro mensili da sommarsi ai 10mila percepiti come consigliere regionale”.

Secondo Leodori il doppio emolumento è dovuto a un errore tecnico dell’ufficio del personale: “Circa sei mesi dopo l’elezione – spiega il suo portavoce – si è accorto della cosa e, nel gennaio scorso, ha chiesto la sospensione della retribuzione da dipendente. In seguito ha restituito l’intera somma all’ufficio preposto chiedendo anche al direttore di approfondire la questione vista la gravità dell’errore commesso”.