La spending review colpisce tutti, Matteo Renzi insiste con lo slogan che “tutti devono fare la loro parte”, ma la Casta parlamentare non si adegua. E se il bilancio complessivo 2013 di Montecitorio registrava spese complessive per poco più di un miliardo di euro, il 2014 non presenterà effetti “spending” davvero palpabili: la previsione di spesa è di 1,037 miliardi di euro, appena l’1,68% in meno sull’anno precedente. Al di là del dato generale, la Casta insiste nel difendere quello che è un assoluto privilegio degli ex deputati, che potranno continuare a viaggiare a spese dei contribuenti. Sei stato anche un solo giorno “onorevole” a Montecitorio? Hai diritto a viaggiare gratis per il resto dei tuoi giorni. A spese degli italiani.

Uno scandalo, si direbbe, ma invece è quanto emerge dal progetto di bilancio della Camera dei deputati per l’anno finanziario 2014, deliberato dall’Ufficio di presidenza, che dal 21 luglio sarà in aula per l’approvazione definitiva con votazioni il 24 luglio prossimo. Per mettere a fuoco questo intramontabile privilegio bisogna sfogliare il dettaglio delle spese correnti con un po’ di attenzione, fino al capitolo ‘Rimborso di spese sostenute dai deputati cessati dal mandato’ che comprende la voce ‘Rimborsi di viaggio ai deputati cessati dal mandato’: nel 2013 e’ stato di 900mila euro, per il 2014 è confermato alla stessa cifra. Insomma, quasi un milione di euro l’anno per garantire la sopravvivenza di una rendita di posizione, anche se ormai si è ex onorevoli. Per gli onorevoli in carica, invece, la Camera spende ben 35 milioni di euro l’anno, considerato che la maggior parte dei deputati arriva alla Camera il martedì, pernotta a Roma per tre giorni e poi torna a casa il venerdì mattina; comunque un costo pesante, ma, in fondo, necessario.

E perché deve valere anche per gli ex? Dagli Uffici della presidenza della Camera viene spiegato che il contributo totale è ripartito tra tutti gli ex onorevoli in base a un criterio di anzianità: per cui un deputato della scorsa legislatura, per i suoi viaggi, riceverà un contributo maggiore di chi è stato parlamentari molti anni addietro, ma questo conta un po’ meno. Resta il fatto che mantenere il rimborso dei viaggi anche per i deputati non in carica è ovviamente una scelta politica dei gruppi ai cui l’Ufficio di presidenza di Montecitorio deve attenersi. L’anno scorso il Movimento 5 stelle presentò, in sede di approvazione del bilancio, un ordine del giorno che chiedeva la soppressione di quella voce. I questori erano disposti ad accoglierlo con una riformulazione che non prevedeva l’abolizione totale, ma un abbattimento significativo della spesa poiché già, per gli ex deputati, erano stati presi provvedimenti come la riduzione del vitalizio e l’aumento per i contributi per le pensioni dirette. I 5 stelle non accettarono la proposta e chiesero di mettere in votazione il loro ordine del giorno che fu respinto dall’aula. Avessero accettato il compromesso, forse il risultato sarebbe stato diverso.

Comunque, vista la – ovvia, scontata – volontà dell’assemblea, all’Ufficio di presidenza non è rimasto che confermare la voce di spesa. Ovviamente in aula, a fine luglio, se i gruppi vorranno, potranno ripresentare ordini del giorno per eliminare il ‘privilegio’ dei viaggi gratis, potenzialmente a vita, per chi è stato eletto anche per poco alla Camera, ma visto come è andata l’altra volta, non c’è molto da sperare. I gruppi parlamentari, d’altra parte, pesano per 32 milioni di euro sul bilancio della Camera. Certo, sono 4 milioni in meno rispetto ai 36 milioni del 2012, ma è comunque una somma piuttosto consistente che dimostra come gli accesi dibattiti e i proclami di tagli si siano tradotti in ben poca cosa. Del totale che viene diviso in proporzione al numero di deputati, il gruppo del Pd incassa la fetta maggiore e, pur essendo riuscito a contenere le uscite mettendo fieno in cascina, è quello che ha speso in assoluto di più. Incasso di pari peso, invece, per M5S e Forza Italia con la differenza che i berlusconiani si sono spesi fino all’ultimo euro l’assegno incassato da Montecitorio, mentre i Pentastellati si sono distinti per parsimonia. Del miliardo circa di euro a bilancio, il 75% del totale è speso per costo del lavoro.