Il prestito dei libri nelle biblioteche italiane è cresciuto grazie al digitale. In altri termini il digital lending o prestito digitale si sta dimostrando un’opportunità importante.

Ma cos’è il digital lending? E’ la possibilità di prendere in prestito gli e-book – ma anche musica, giornali e dvd- dalle biblioteche e di poterlo fare comodamente dal proprio computer, tablet, smartphone o e-reader. Addirittura senza possedere uno strumento di lettura, infatti, alcune biblioteche noleggiano agli utenti anche i dispositivi per la lettura digitale.

Ma non è tutto: grazie al Prestito Interbibliotecario Digitale è possibile anche affittare libri che sono in biblioteche diverse, rispetto a quella dove l’utente è iscritto. Insomma la versione digitale del prestito nazionale cartaceo che consente, pagando le spese di spedizione, di ricevere anche un libro a casa.

Sembrerebbe tutto estremamente semplice, ma purtroppo non è così. Infatti, per poter offrire il digital lending le biblioteche devono attrezzarsi con una piattaforma software che consenta loro di erogare il servizio. E oggi, in Italia vi sono due piattaforme MLOL -MediaLibreryOnline e Rete Indaco.

La prima, dopo una fase di sperimentazione, ha reso operativo il servizio di Prestito Interbibliotecario Digitale che permette alle biblioteche di scambiarsi e-book tra loro, secondo modalità concordate con tutti i maggiori editori italiani. Questo servizio significa concretamente che una piccola biblioteca può attivare un servizio di accesso agli e-book e anche con pochi fondi – secondo Giulio Blasi, responsabile di MLOL, bastano anche solo 270 euro- può offrire ai propri utenti l’accesso a migliaia e migliaia di titoli.

La seconda, Rete Indaco consente di effettuare i prestiti digitali solo all’interno del proprio circuito. Ad esempio la Biblioteca Civica di Brugherio che fa parte del Sistema Bibliotecario Nord Est Milano e aderisce a Rete Indaco, può prestare i contenuti digitali che sono all’interno del proprio Sistema, come ha recentemente spiegato Laura Baici in un’intervista.

Altro particolare interessante è che MLOL e Rete Indaco al momento non dialogano tra loro e questo rende difficile un vero ed esteso Prestito Interbibliotecario Nazionale.

Infine vi è il Sistema Bibliotecario Nazionale-SBN a cui fanno riferimento le biblioteche che oggi comprende 5326 biblioteche raggruppate in 84 poli. Spiegare come funziona SBN sarebbe lungo e complesso, ma è possibile farsi un’idea sul sito.

Per ampliare il digital lending, o prestito digitale, a tutto l’SBN sono necessari soldi e in Italia ci sono sempre pochi denari per la cultura, soprattutto per quegli aspetti della cultura che non producono immediatamente business.

I nostri politici hanno iniziato a comprendere l’importanza del patrimonio artistico nazionale e, con grande ritardo, hanno cominciato a investire, in musei e siti archeologici che danno un ritorno immediato; ma chi ci governa non ha ancora ben capito l’investimento a lungo termine, quale è, ad esempio, quello nelle Biblioteche.

Infatti SBN richiede un investimento a lungo termine che non dà nemmeno rientri economici quantificabili, almeno secondo i parametri di chi ci governa; semplicemente contribuisce a formare cittadini migliori dando loro l’opportunità di leggere e conoscere. Ma Roberto Ventura nel suo libro La biblioteca rende sostiene che 1 euro investito in biblioteca fa risparmiare dai 4 ai 7 euro allo Stato. Ne consigliamo la lettura ai nostri politici.

Vi sono, poi, anche i problemi legati al costo degli e-book per le biblioteche. Queste ultime, infatti oltre a pagare l’e-book al momento dell’acquisto, pagano nuovamente ogni volta che il file viene dato in prestito. I bibliotecari hanno dato vita alla campagna per sollecitare i politici a modificare l’attuale legislazione e hanno pubblicato sul sito della loro associazione l’appello Lettura digitale in biblioteca: legalizziamola!, evidenziando tutti i problemi che frenano la crescita del digitale nelle biblioteche.

Insomma anche su questo fronte l’Italia è in ritardo e, al momento, sembra proprio non abbia intenzione di recuperare il tempo perduto.