Le recenti elezioni europee hanno smascherato molte cose, forse la più importante è che anche questo paese immobile dovrebbe cambiare. Dei risultati elettorali e della grande sorpresa nazionale che ha prodotto l’irruzione di Podemos, si è già parlato molto, e si continuerà a parlare. La sensazione attuale, soprattutto osservando le dure reazioni dei partiti colpiti e del circo mediatico è quella che si cerchi di ingigantire i risultati ottenuti. E che le dimostrazioni di disaffezione e disprezzo sembrano soltanto dar loro più forza.

Una delle questioni che ha attirato la mia attenzione in tutto il processo pre-elettorale e durante la campagna elettorale che ne è seguita è che la destra aveva la sensazione che qualcosa stesse accadendo, ma che non sapesse bene da che parte sarebbe arrivato il colpo. Forse per questo tutti gli accoliti opinionisti ‘a stipendio’, presenti in tutti i dibattiti elettorali e su tutti i giornali, si sono scagliati contro i più evidenti, contro quelli che in piazza si scagliavano contro il Partito Popolare, anche se non portavano avanti nessuna opzione politica concreta. Mi riferisco a Ada Colau e alla Piattaforma per le vittime dell’ipoteca.

Sono stati criminalizzati, demonizzati, e sono stati definiti terroristi di Eta e via giù con tutte le ‘carinerie’ che venivano loro in mente; la questione è che i movimenti dal basso hanno sempre fatto molta paura alla destra. Sapete che i loro in momenti di sommossa si rifugiano negli scantinati. Il clamore tra tutti i giornalisti ‘stipendiati’ dal potere, saliva di tono in ogni diatriba, in ogni apparizione pubblica di Ada Colau, ad ogni decisione giuridica che stabilisse che non è reato manifestare in maniera pacifica davanti alle case dei politici del Pp. Unanime è stata la petizione per l’inasprimento della pena per i manifestanti all’interno del Pp. Sospiravano per una immediata riforma di Gallardón, il che evidenzia una volta di più la paura che la destra fa la piazza.

E questa paura è ciò che sta facendo in modo che la Giustizia – la scrivo con la maiuscola come si dovrebbe – viene distorta sempre di più. Da una parte i corrotti e corruttori, politici, imprenditori e finanzieri; ben coperti dal denaro e dagli avvocati, che esibiscono le loro presunzione di innocenza, ritardano sentenze, vengono condannati a pene lievi, assolti o indultati, e dall’altro lato il popolo, senza risorse e avvocati a cui vengono inferte le pene più dure e che vanno in carcere.

Si accusa questi manifestanti di terrorismo, di essere violenti e criminali perché protestano contro i politici che li hanno portati a questi livelli di povertà. Ma non è la povertà il maggior crimine organizzato che esista? Il Partito Popolare prima ha ridotto i nostri stipendi e sussidi, poi ci ha portato alla disoccupazione; ha tagliato in Sanità, Educazione, diritto alla casa, contemplato dalla nostra Costituzione e ora pretende di mettere in carcere o multare con sanzioni spropositate chiunque si muova. Questo è un paese che si sta collocando come fanalino di coda europea in numero di persone sotto il livello di povertà. E considerano delitto protestare per questo?

C’è stato un tempo in cui queste persone avevano una vita, un lavoro, delle entrate, davano da mangiare ai loro figli, pagavano le bollette della luce, il mutuo, erano felici della propria normalità. Ma hanno rubato loro il lavoro, hanno perso la casa e la loro vita si è interrotta. Il governo ha preferito salvare le banche piuttosto che salvare loro.

Nel 2013 49.700 famiglie hanno perso la casa, quasi sempre per decisione di un giudice. Gli sfratti sono stati 28.173, il che si traduce in un incremento del 18,5% rispetto ai dati del 2012 e si teme che il 2014 sarà ancora peggiore. Migliaia di famiglie spagnole con la vita interrotta. E si lamentano perché protestano?

Di fronte a questa situazione il governo di Mariano Rajoy non fa niente. O peggio, tutto il contrario da che ha fermato, in maniera indegna e ingiusta, una proposta di legge di iniziativa popolare messa in campo dalla Piattaforma delle vittime dell’ipoteca e avallata da 1.200.000 firme. Ora, mettono a tacere il problema sui mezzi di comunicazione e mentono con maestria alle istituzioni, come De Guindos al Senato, gonfiando il petto e dicendo che il governo del Pp protegge gli sfrattati, ci sarebbe da ridere, se non fosse per il dramma quotidiano che vive la nostra società. La realtà è che il Fondo Sociale per la Casa, creato a questo scopo, ha consegnato soltanto 850 case nel 2013, di queste 6.000 date dalle banche per cercare un palliativo al problema e perché il governo del Pp, che ha fermato la Ilp (Piattaforma delle vittime dell’ipoteca) che minacciava le banche, potesse fare bella figura.

E, mentre la Spagna spreca denaro e energia nel calcio, si stima che già più di 800mila famiglie non possono pagare il mutuo e i suoi membri saranno esclusi dal consesso sociale per il resto della loro vita. Secondo i dati della Banca di Spagna nel nostro paese ci sono circa 300mila more sui crediti, altri 200mila in esecuzione ipotecaria e altri 300mila non riscossi dal 2008 e i cui titolari hanno già perso la casa. Il dramma che si aggiunge è che le persone che hanno richiesto questi crediti, e i loro garanti, continuano a dovere denaro alla banca per il resto della loro vita dopo aver perso la casa. E li minacciano perché scendono in piazza a protestare?

Il governo del Pp ha protetto le banche, perseverando con i l loro dettami, affermando sfacciatamente che proteggere le famiglie potrebbe far fallire il sistema finanziario. Un sistema nel quale, mentre si buttavano migliaia di famiglie per strada si sono dovuto iniettare più di 100mila miliardi di euro, di soldi pubblici, e della cui restituzione ora nessuno è responsabile.

Le banche sono generose con la dilazione della riscossione dei crediti ipotecari! dicono dal patronato bancario. Ovvio, ci mancherebbe! Così fanno in modo che il cliente continui a pagare gli interessi, che non cali l’ammontare ipotecario e così continuano a ritardare – disgraziatamente questo è quello che succederà nella maggior parte dei casi e la banca lo sa – l’assegnazione di una casa o di immobili che difficilmente verrebbero assorbiti dal mercato immobiliare.

Loro non perdono mai.

Altrettanto sta succedendo con il brusco crollo della concessione delle ‘daciones en pago’ (estinzioni del debito alla banca con la cessione dell’immobile, ndr) per coloro che non riescono a pagare il mutuo. Nel 2013 queste operazioni, che sono quelle più richieste dagli sfrattati che non vogliano restare con il debito perpetuo, si sono ridotte più del 13%, nonostante aumenti il numero delle petizioni di un quasi il 60%. E anche questo si deve allo stesso motivo, le banche non sono sorelle della carità, loro non perdono mai, e se hanno concesso un migliaio di ‘daciones en pago’ nel 2012 è stato perché hanno potuto prendere gli interessi e speculare su questo. Così è stato, perché quando si è arrivato il salvataggio finanziario alcune entità hanno passato gli attivi tossici a Sareb. Per questo tali entità hanno accettato migliaia di ‘daciones en pago‘ in quel momento, ma le case così accumulate sono state trasferite a questa entità bancarie, ‘bad bank’ ad un prezzo che in molti casi era superiore a quello di mercato, che era in caduta libera. Inoltre, con un importante risparmio dei costi rispetto a quello che si sarebbero aggiudicate in un procedimento di esecuzione ipotecaria.

Che il 2014 e il 2015 saranno peggiori per troppi milioni si spagnoli Rajoy e il suo ‘nongoverno’ lo sanno, ma non lo dicono. Lo sa anche la Banca e sta zitta. Lo sanno Lagarde e i suoi seguaci, ma anche loro tacciono o mentono. E lo sanno perché le conseguenze della disoccupazione di lungo periodo già di fanno sentire. Secondo gli ultimi dati del rapporto sulla popolazione attiva dell’Ine (Istituto nazionale statistico spagnolo, ndr), il 60% dei sei milioni di disoccupati – tanti sono, non quelli che conta Báñez sulle dita dei piedi – è già da un anno che non trova lavoro e la percentuale di coloro che hanno all’attivo già tre o quattro anni ‘al sole’ non smette di crescere, e siamo già ad un disoccupato su cinque. Nel 2007, le persone che erano disoccupate da più di tre anni erano il 13% del totale dei disoccupati, mentre nel 2013 la proporzione è arrivata al 21%. E pensano sia reato che la gente protesti?

Quando ci dicono che si vede la luce alla fine del tunnel, non tengono conto dei disoccupati di lungo periodo. Questi diventeranno la peggiore eredità che questa lunga crisi lascerà ai posteri, quella che nessuno prova ad affrontare; infatti, il ministero di Báñez li dà per persi e gli piacerebbe riuscire ad eliminarli da tutte le liste, anche solo per sfinimento. Di fatto già stanno cercando di farlo con diversi metodi, come le pensioni forzate. E non si vergogna di essere ministra del Lavoro?

Le persone disoccupate da più di tre anni sono sempre più spagnoli che già non hanno più diritto al sussidio di disoccupazione e molti di loro non hanno più diritto neanche ai sussidi associati per la ricerca di un lavoro. Sono nostri concittadini che giorno dopo giorno vanno ad ingrossare le fila di coloro che sopravvivono – non si può definirli diversamente – senza entrate o con un salario sociale. Il problema non è soltanto che più si resta senza lavoro più diminuiscono in maniera drastica le opportunità di trovarlo. Lo sfratto, lo sradicamento, l’alcolismo o il suicidio cominciano ad essere un bivio praticabile per le vite interrotte.

Se il governo del Pp e i suoi lacchè mediatici non capiscono che queste persone – perché continuano ad esserlo anche se loro desidererebbero che non esistessero – hanno il diritto e il dovere di protestare per le loro vite interrotte, e cercano di colpirli o mandarli in carcere per evitarlo, il dramma nazionale è servito. Perché credo che siamo entrati in una dinamica che non si potrà fermare con la violenza governativa. E mi fa paura pensare che il governo non lo sappia.

di Eduardo Lizarraga, giornalista