Sale operatorie chiuse per la presenza di larve. È successo all’ospedale Maggiore di Parma, dove sul soffitto di una delle tre sale di Cardiochirurgia sono stati trovati i piccoli insetti. La scoperta è avvenuta lo scorso 17 giugno durante un’ispezione all’impianto di areazione del nosocomio e subito è stato dato l’allarme. La sala operatoria è stata chiusa e il giorno dopo sono state effettuate operazioni di disinfestazione. Secondo le prime ipotesi, pare che le larve siano dovute alla carcassa di un piccione che sarebbe riuscito a infilarsi in un vano del condotto di areazione, e che poi lì sarebbe morto. La direzione sanitaria con una circolare interna ha imposto la chiusura delle tre sale operatorie fino a settembre per lavori di manutenzione straordinaria. Dal punto di vista operativo non cambierà nulla e non ci saranno disagi per i pazienti. Coloro che dovranno sottoporsi a interventi cardiochirurgici nei mesi estivi saranno trasferiti in altre sale operatorie, dove di solito si svolgono gli interventi di chirurgia generale, che nel periodo estivo sono meno utilizzate.

Il caso però ha acceso i riflettori sull’ospedale cittadino, soprattutto perché la notizia, uscita sulla stampa, non era stata comunicata all’esterno. Vincenzo Bernazzoli, presidente della Conferenza territoriale socio sanitaria, ha espresso preoccupazione per l’episodio. “Penso che come presidente della Conferenza territoriale socio sanitaria avrei dovuto essere stato messo al corrente nei giorni scorsi di quanto stava avvenendo” ha dichiarato, impegnandosi a convocare per lunedì la Conferenza per seguire l’evolversi della situazione.

L’allarme per quello che sta accadendo al Maggiore arriva anche da Forza Italia, che riporta di infezioni da cui sono stati affetti pazienti ricoverati nel reparto e che chiede di fare chiarezza su quello che sta accadendo nell’ospedale parmigiano. Il consigliere regionale Luigi Giuseppe Villani con un’interrogazione alla giunta regionale ha dichiarato che già diversi mesi prima della chiusura delle sale operatorie era stato rilevato “un incremento delle infezioni nosocomiali fra i pazienti ricoverati nel reparto di Cardiochirurgia tanto che, pare, le strutture tecniche della Regione sarebbero intervenute presso l’azienda ospedaliero-universitaria affinché si individuassero le cause di tale evenienza”. Un dato non veritiero, secondo il direttore di Cardiochirurgia Tiziano Gherli, che ha affermato invece come nell’ultimo periodo le infezioni nosocomiale siano diminuite nel reparto.

Secondo Villani però la presenza di insetti non riguarderebbe soltanto Cardiochirurgia. “Negli ultimi tempi – scrive il consigliere – pare siano stati chiusi per presenza di insetti o altri contaminanti stanze degenti, un ambiente del reparto di malattie metaboliche, una sala operatoria della clinica ortopedica”, e che nel vano tecnico sopra i comparti operatori siano stati rinvenuti “notevoli quantità di escrementi aviari”. Per questo Villani chiede se risulta alla Regione che la direzione sanitaria non abbia provveduto alla sanificazione degli ambienti nonostante il ritrovamento del materiale contaminante e indica la necessità di chiarire le responsabilità sulla vicenda. Il dito è puntato sulla direzione sanitaria dell’ospedale, che “non avrebbe preso adeguate misure rispetto a una situazione gravemente problematica dal punto di vista igienico in un settore delicato come quello dei comparti operatori”.

Dall’azienda ospedaliera universitaria arrivano invece rassicurazioni. Il direttore generale Leonida Grisendi e il direttore di Cardiochirurgia Gherli, hanno confermato che l’attività del reparto “non ha subito alcuna interruzione e che non c’è stata alcuna ricaduta negativa su pazienti e operatori”, né “si sono verificati casi rispetto a ricadute infettive correlati alle condizioni ambientali delle sale”. L’azienda ha infine spiegato che le sale operatorie sono state chiuse per eseguire una serie di interventi straordinari da tempo programmati, in occasione della riduzione dell’attività chirurgica del periodo estivo, e “non per la presenza di insetti in una delle sale del comparto operatorio, in quanto questo problema era già stato risolto con i consolidati interventi di disinfestazione/sanificazione/disinfezione”.