Ci sono donne che non smettono mai di stupire. Ho conosciuto Juliana Buhring di ritorno dal suo giro del mondo in bicicletta, impresa con cui è entrata nel guinness dei primati, percorrendo 29.000 chilometri, attraversando 18 Paesi in 4 continenti, pedalando dal 23 luglio al 22 dicembre 2012Punto di partenza e di arrivo della sua avventura la città di Napoli, in cui da anni vive con il suo compagno Antonio.

A motivarla era stata la volontà di raccogliere fondi per difendere i diritti dei bambini, tema che le è particolarmente caro poiché è nata e cresciuta nella setta de “I bambini di Dio”.

A distanza di poco meno di due anni dal giro del mondo, questa donna coraggiosa ha deciso di sfidare ancora se stessa in sella alla sua bici, misurandosi questa volta con altri atleti, uomini e donne, e dal 7 giugno ha preso parte alla prima TransAm Bike Race, una gara senza sosta in cui ogni ciclista è solo in strada con la sua bici e i suoi bagagli, con il problema di dover cercare cibo e acqua e trovare un posto per dormire. Vince chi arriva prima.

Un percorso coast to coast di 4233 miglia, circa il doppio del Tour de France o del Giro d’Italia, che per una come me sarebbe impegnativo persino in auto. La competizione ha coinvolto più di 50 concorrenti, di cui cinque donne.

Partenza da Astoria in Oregon ed arrivo a Yorktown in Virginia, attraverso 10 stati del nord America che la Buhring ha attraversato in soli 20 giorni e 23 ore, stabilendo un nuovo record per una donna: instancabile ha pedalato per 800 chilometri in 38 ore senza sosta.

Nonostante la brutta caduta durante la seconda giornata di gara, in seguito alla quale ha riportato una contusione alla spalla e una costola incrinata, la febbre durante il percorso e la rottura della catena della sua bici, Juliana non si è mai arresa.

Per lei un meritatissimo 4° posto. Per tutti noi una lezione di vita nelle sue parole: “Ho cominciato ad andare in bici ad agosto del 2011 e oggi, a 33 anni, mi considerano una delle cicliste endurance più forti al mondo. Se ce l’ho fatta io può farlo chiunque. Le donne sono più forti di quanto credono. Ovviamente questo discorso si estende a tutti i campi, non solo al ciclismo”.

Volere è potere!