30 cadaveri nel Canale di Sicilia – Circa trenta migranti sono morti nel Canale di Sicilia, su un barcone che è stato rintracciato e soccorso dalle navi della Marina Militare. Quando la nave Grecale ha raggiunto la loro imbarcazione, che trasportava 590 persone, non c’era già più niente da fare. Stipati in una parte angusta del barcone, sarebbero morti per asfissiaLa posizione in cui si trovavano ha impedito l’immediato recupero dei corpi, che saranno trasportati verso il porto di Pozzallo. La nave Grecale della Marina Militare che ha soccorso la scorsa notte il barcone di migranti “arriverà in giornata” insieme all’imbarcazione su cui sono stati trasbordati centinaia dei migranti. Come sottolinea il prefetto di Ragusa, Annunziato Vardé: “Abbiamo dato la disponibilità per l’arrivo della prima nave, facendo presente che avremmo qualche difficoltà nel gestire la seconda con a bordo 566 migranti, intanto stiamo avviando un’adeguata pianificazione per evitare pressione sul centro di prima accoglienza di Pozzallo”.

Nel 2014 già superato record sbarchi del 2011 – L’allarme ha dimensioni ancora più vaste: solo nei primi sei mesi del 2014, infatti, le persone sbarcate in Italia hanno già superato il totale degli arrivi registrato nel 2011 (anno record), ovvero 63mila migranti. Secondo gli ultimi dati del Viminale solo nei primi sei mesi del 2014 sono arrivati via mare 61.585 stranieri. A questi vanno aggiunti i quasi 5.000 soccorsi delle ultime ore; numeri che rendono sempre più reale la stima di 100mila sbarchi nell’anno, a meno di interventi sulle partenze. 

Solo nelle ultime 48 ore oltre 5.000 sbarchi – Le navi della Marina Militare inserite nel dispositivo aeronavale Mare Nostrum sono state impegnate per tutto il fine settimana; il primo intervento, venerdì mattina, è stato eseguito dalla nave Dattilo della Guardia costiera, che ha preso a bordo 416 migranti che si trovavano su un barcone in difficoltà. Quattro invece le imbarcazioni soccorse dalla nave Grecale: un primo intervento, nei confronti di un barcone che aveva una falla ed era alla deriva, ha consentito il salvataggio di 227 persone, tra cui 19 donne e 18 minori. Successivamente sono state soccorse altre 218 persone (tra cui 29 donne e 39 minori) su un barcone e 84 su un gommone che aveva difficoltà di galleggiamento. L’ultimo intervento ha coinvolto un barcone con 327 migranti, di cui 13 donne e 25 minori. Sono complessivamente 382, invece, gli immigrati che erano sulle due imbarcazioni soccorse dalla nave Orione della Marina militare. Infine, il mercantile City of Beirut con a bordo 105 migranti e il mercantile Ticky con a bordo 190 migranti, che arriveranno nel porto di Trapani in giornata.

Il sindaco di Pozzallo: “Non sappiamo più dove mettere i cadaveri” – Il sindaco di Pozzallo, Luigi Ammatuna, non nasconde la sua preoccupazione: “E’ l’ennesima tragedia dell’immigrazione. Non sappiamo neppure dove mettere i 30 cadaveri. Abbiamo solo due celle frigo, occupate, e dovrò adoperarmi con i colleghi dei Comuni limitrofi. Faremo il possibile come abbiamo sempre fatto da quando c’è questa emergenza – aggiunge – ma auspico con forza che a tutti i livelli sia lo stesso”. Gli fa eco il prefetto Vardé: “Era prevedibile. Lo sapevamo che con l’arrivo dell’estate, il numero degli sbarchi sarebbe cresciuto notevolmente”. “E’ il momento di fare in modo che altri porti vengano interessati, e non parlo solo della Sicilia, ma di tutta l’Italia“, ha concluso. 

A Pozzallo e a Taranto in corso le operazioni di sbarco – La nave Chimera della Marina Militare con 353 migranti che erano a bordo del peschereccio sul quale sono stati trovati una trentina di cadaveri è arrivata al porto di Pozzallo. Le prime a toccare terra sono state tre donne in avanzato stato di gravidanza, subito portate in una piccola tenda allestita come centro medico sul molo. L’arrivo degli altri profughi che si trovano ancora sulla nave Grecale, e del barcone con le vittime, è previsto per domani a mezzogiorno, il mare forza 4 ne sta rallentando la navigazione. Intanto al molo ‘San Cataldo’ del porto di Taranto è in corso lo sbarco di 1.171 migranti (849 uomini, 148 donne e 174 minorenni) salvati nei giorni scorsi dalla Marina militare nell’ambito dell’operazione Mare nostrum. In particolare, si tratta di profughi siriani, palestinesi e dell’Africa subsahariana. L’Asl ha allestito un presidio medico avanzato per far fronte ad eventuali emergenze. Sul posto sono arrivati anche il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno e il vice sindaco Lucio Lonoce. I profughi saranno ospitati temporaneamente in strutture messe a disposizione dal Comume, dalla Caritas e dalle associazioni di volontariato e in alcuni alberghi della provincia prima di essere accompagnati verso altre località.