Cassinetta di Lugagnano, Parco del Ticino. Provincia di Milano. Quando abbiamo deciso di fermare il consumo di territorio per tutelare il paesaggio e l’ambiente, ci siamo resi conto immediatamente della difficoltà che avremmo incontrato: dovevamo disintossicare il bilancio dalla droga pesante chiamata “oneri di urbanizzazione”. Da anni i comuni vivono grazie alla monetizzazione di un bene non rinnovabile ed indispensabile: la terra. Difficoltà finanziarie croniche e legame a filo doppio con le logiche della cementificazione, hanno spesso fatto dei Sindaci d’Italia i soggetti più appropriati per tenere aperti i mille e più sacchi edilizi che hanno devastato il nostro paese.

“Devi pagare le utenze? Lottizza! Devi realizzare una scuola o un tratto di fognatura? Lottizza! Vuoi vincere le prossime elezioni e hai bisogno di risorse per una politica “panem et circenses”? Che domande! Lottizza! E lottizzazione dopo lottizzazione, centro commerciale dopo centro commerciale, condominio dopo condominio, l’Italia consuma terra al ritmo di 8 mq al secondo (dati Ispra). La scelta di uscire dalla dipendenza dalla droga pesante spacciata dal partito del cemento e quindi di smetterla con il consumo di suolo agricolo che i nostri predecessori avevano trattato come moneta sonante, ci ha mandato in crisi di astinenza e ci ha obbligato a sfruttare ogni opportunità che ci si presentasse davanti per trovare nuove entrate. E la nostra più grande opportunità si chiamava bellezza.

Cassinetta di Lugagnano è una perla adagiata sulle sponde del Naviglio Grande. Un comune dove, grazie al lavoro di recupero del centro storico e della tranquillità accompagnata dallo scorrere del Naviglio Grande, molte coppie desideravano (e desiderano) unirsi in matrimonio. Siamo sempre stati molto contenti di essere scelti come luogo ideale per sancire unioni amorose. Tanto da assecondare tutte le richieste di matrimonio di coppie non residenti. Ma poi, nel corso della seduta di una delle solite Giunte in cui si cercavano nuove risorse, ecco arrivare il colpo di fantasia. “Ma se tutti vogliono sposarsi a Cassinetta di Lugagnano, cogliamo l’occasione per recuperare le entrate che ci mancano.”

Oggi, a Cassinetta di Lugagnano, ci si può sposare a tutte le ore, dalle 9 a mezzanotte. Dal lunedì alla domenica. Sindaco e assessori leggono poesie. Anche nelle ville del ‘700, nel Parco De Andrè, sull’Imbarcadero. Matrimoni alla carta. Ma, ovviamente, si paga. Fino a 1500 euro. E se il sindaco vi sta antipatico, è possibile farsi sposare dall’amico/a del cuore. Li abbiamo chiamati i Matrimoni per la Terra. Perché chi si sposa, salva un pezzo di terra. Info: www.comune.cassinettadilugagna  no.mi.it  

Il Fatto Quotidiano del Lunedì, 23 Giugno 2014

Foto: @Cassinetta di Lugagnano