“Anche i 5 Stelle e Forza Italia hanno firmato un emendamento per reintrodurre l’immunità per i senatori”. A gettare il sasso nello stagno è il senatore democratico Francesco Russo: “Se il capogruppo al Senato M5s Buccarella assieme a 10 senatori grillini presenta un emendamento per ristabilire l’immunità parlamentare forse significa che non c’è nulla di cui indignarsi”. Russo fa riferimento all’emendamento 6.5 presentato al disegno di legge 1429 in discussione a Palazzo Madama, ovvero il testo di riforma presentato dal governo. L’emendamento è firmato da 11 senatori del gruppo 5 Stelle (Fattori, Bertorotta, Bottici, Buccarella, Bulgarelli, Donno, Montevecchi, Lezzi, Mangili, Martelli e Serra) e propone di sopprimere l’articolo 6 del testo presentato dal governo, ovvero l’articolo che applicava solo ai deputati l’articolo 68 della Costituzione sulle “Prerogative dei parlamentari” ed escludeva l’immunità per i senatori. Quindi, conclude Russo, anche i grillini vogliono reintrodurre l’immunità. “Hanno firmato tutti perché l’immunità non è impunità, anche i grillini sono d’accordo su questo concetto – spiega Russo al Fattoquotidiano.it – si tratta di una garanzia residuale che impedisce l’arresto se persiste il sospetto di fumus persecutionis. I senatori avranno compiti di alto livello istituzionale ed è giusto che siano garantiti nell’esercizio delle loro funzioni, a prescindere dal fatto che vengano eletti o meno. Ora sarebbe bello che i senatori del M5S chiedessero scusa”. 

Anche il Movimento di Beppe Grillo è favorevole allo scudo, dunque? Il gruppo M5S al Senato risponde alle accuse e traccia un quadro più complesso degli emendamenti presentati in commissione Affari Costituzionali: “Russo (Pd) e Finocchiaro (Pd) giocano alle tre carte con gli emendamenti del M5S – si legge in una nota del gruppo M5S al Senato – addebitandoci posizioni inesistenti. Il Movimento 5 Stelle vuole l’abolizione dell’immunità parlamentare in entrambi i rami del Parlamento. L’emendamento 6.5 a prima firma Fattori e sottoscritto anche da altri nove portavoce al Senato fa parte di una serie di proposte in difesa del ruolo elettivo di Palazzo Madama. Non a caso gli emendamenti precedenti, il 6.134 ed il 6.172, aboliscono qualsiasi tipo di immunità per perquisizioni e intercettazioni”. Andiamo a vedere il testo. L’emendamento 6.134 propone di sopprimere nel secondo comma dell’articolo 68 della Costituzione le parole “può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né”. Quindi la proposta è la seguente: i senatori possono essere perquisiti e possono essere arrestati “in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna”. L’emendamento 6.172, poi, abroga il terzo comma dell’articolo 68 (“Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza”). Ergo, i senatori possono essere intercettati anche senza autorizzazione del Parlamento. Autorizzazione che continua ad essere necessaria in caso di richiesta di arresto.

Russo punta il dito anche contro Forza Italia: “Una parolina la vorrei dire anche a Paolo Romani – scrive il senatore sul proprio profilo Facebook – il quale oggi sui giornali ha dichiarato che l’immunità ‘a noi non interessa, non abbiamo mai sollevato il problema’. Eppure potete leggere da soli i firmatari degli emendamenti volti a ristabilire l’immunità: c’è anche il nome di Paolo Romani. Per me questo è un modo di fare politica, subdolo, falso, senza dignità, tutto orientato al protagonismo personale piuttosto che all’interesse comune”. Forza Italia non lascia correre e anche dall’alleato sulle riforme arriva una risposta dura alle accuse targate Pd: “Dispiace per il senatore Russo che fraintende o vuole fraintendere quanto proposto da Forza Italia – risponde il presidente del gruppo Forza Italia-Pdl Senato – che non ha mai chiesto né discusso che fosse reintrodotta l’immunità, fuori luogo in un Senato mera espressione delle istituzioni locali, quali quelli delineati da Renzi e dai relatori”. “Il complesso degli emendamenti presentati da Forza Italia in commissione disegna invece – continua Romani – un Senato eletto direttamente dai cittadini, espressione della volontà popolare, rappresentativo della Nazione nella sua articolazione territoriale e, di conseguenza, e solo a tali condizioni, i principi costituzionali comportano l’immunità per i membri del Senato”. Insomma, il livello di confusione che regna tra i maggior proponenti della riforma rimane alto.