“Cara Boschi, ma perché fai così?”. Massimo Mucchetti, senatore Pd e presidente della commissione Industria del Senato, in un post sul suo blog si rivolge al ministro e critica la sua scelta di lasciare “ai relatori Finocchiaro e Calderoli la responsabilità dell’immunità per sindaci e consiglieri regionali che faranno anche i senatori”. Una brillante idea, sottolinea Mucchetti, che “combinazione”, arriva “dopo l’ennesimo incontro con il senatore Verdini“, senatore di Forza Italia tra i principali interlocutori per le riforme costituzionali. L’immunità per i senatori, abolita nel testo proposto dal governo, è stata riproposta tra i 20 emendamenti depositati venerdì e frutto dell’accordo tra Pd, Forza Italia e Lega Nord. Emendamenti che hanno spaccato il Partito democratico e rispetto ai quali il ministro Boschi prende le distanze, lascia intendere un possibile cambiamento, ma senza condannare a priori il provvedimento

“Potresti portare al premier la maggioranza dei due terzi abbondante del Senato accelerando il corso della riforma – prosegue nel blog Mucchetti -, e invece sguaini lo spadone e obblighi tutti alle quattro letture, e cioè a tirare in lungo fino alla primavera del 2015. Non ti capisco”. Il senatore, insieme ad altri 20 colleghi del Pd, si era unito a Vannino Chiti, che aveva presentato un ddl alternativo rispetto a quello approvato dal governo per la riforma del Senato, proponendo anche il dialogo con il Movimento 5 Stelle. Un testo che prevedeva, fra l’altro, l’elezione diretta, su collegi regionali, dei futuri 106 senatori oltre che un taglio consistente ai seggi della Camera. “Hai ricavato dal ddl Chiti il numero dei senatori, – scrive ancora Mucchetti online – hai aumentato le competenze del nuovo Senato. Bene”. E a quel punto chiede perché Boschi lasci aperta la strada (“perché poi ti perdi via?”) all’idea” dell’immunità proposta da Calderoli e Finocchiaro. “Se ci credi come ci crede Panebianco, difendila; sennò – osserva- hai un problema con la relatrice Pd, Anna Finocchiaro, visto che il relatore leghista Roberto Calderoli è pronto ad abolirla anche per i deputati. E poi – aggiunge – perché non entri nel merito della questione della elettività del Senato e ti limiti a ricordare le riunioni (ne rammento di assai superficiali) e i costituzionalisti (questi mai indicati con nome e cognome…) per chiudere la bocca a chi non la pensa come te? ”.

Mucchetti contesta duramente la possibilità dell’immunità nella riforma di Palazzo Madama. “Mi sbaglierò – continua – ma se aumenti le competenze del Senato, avrai bisogno di senatori autorevoli. Credi davvero che il migliaio di consiglieri regionali, per la metà eletti nelle liste Pd e in quelle fiancheggiatrici, costituisca una platea di eleggibili e, al tempo stesso, una fonte di legittimità sufficienti? Non sarebbe meglio lasciar scegliere i senatori ai cittadini tra tutti i cittadini senza intermediari che oggi sono in larga parte indagati dalla magistratura? E poi – insiste – mi spieghi perché il numero dei deputati non possa essere tagliato come si deve? E infine credi sia equilibrato un sistema democratico dove le istituzioni di garanzia, dalla presidenza della Repubblica in giù, siano in mano al partito che prende il 41% e al suo leader, che tale diventa con meno di 3 milioni di voti alle primarie? Che piramide del potere stiamo costruendo? ”.

Il senatore democratico, inoltre, specifica che “nessuno vuole fermare le riforme”, ma insiste sull’opportunità di un Senato elettivo. “Se ti convincessi che un Senato eletto dal popolo (come quello americano) è meglio di un’imitazione del Bundesrat (fatalmente distorta non essendo l’Italia una repubblica federale) avresti l’unanimità o quasi del Senato. Alla Camera l’iter diventerebbe una passeggiata e, prima della fine del semestre italiano alla Ue, avresti la riforma costituzionale approvata. E dopo potresti sottoporre a referendum confermativo quella che comunque sarebbe una riforma costituzionale approvata dal Parlamento del Porcellum“.

E conclude invitando Boschi al dialogo e con un affondo nei confronti di Denis Verdini. “So bene di non contare nulla – dice – Non ho milioni di voti alle spalle, e nemmeno crac di banche di credito cooperativo come un certo tuo conterraneo – puntualizza riferendosi al rinvio a giudizio del senatore di Forza Italia chiesto dai pm di Firenze -. Eppure, due chiacchiere, finito il lavoro, farebbero bene. Sarebbero le prime… Il galateo impone a chi scrive di invitarti a prendere un caffé. Ma la persona potente sei tu e dunque lascio a te l’iniziativa. Del resto – conclude Mucchetti – secondo il Vangelo, è il buon pastore ad andare in cerca della pecorella smarrita… ”.